Il Tirreno

Pistoia

Nel mirino l’autovelox dichiarato illegittimo dal ministero, le sanzioni alle bici e quelle per la Ztl

«Vigili, basta vessazioni»

L’autovelox sulla tangenziale. A destra la telecamera in corso Gramsci un ambulante della Zucca Barucca multato e un ciclista in via Curtatone
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L’autovelox sulla tangenziale. A destra la telecamera in corso Gramsci un ambulante della Zucca Barucca multato e un ciclista in via Curtatone

Multe discutibili, Il Fli chiede al sindaco un cambio di rotta

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 PISTOIA. Un autovolex che continua a produrre multe a raffica nonostante sia stato giudicato irregolare da un'ordinanza ministeriale. Secondo Futuro e Libertà, è solo uno degli esempi più eclatanti di un accanimento dei vigili urbani e di un'amministrazione che «mira a far cassa con artifizi ed inganni, contribuendo ad un deterioramento del rapporto fra cittadini e corpi di vigilanza».  Gli esempi per dimostrare la loro tesi riportati dai consiglieri Alessio Bartolomei e Nicola Barbarito, sono cinque, tutti molto recenti. E a conclusione, Futuro e Libertà chiede «un cambio deciso di rotta, che deve partire in primo luogo dal sindaco e dalla giunta, poi dal comandante dei vigili urbani. La giusta lotta all'evasione e per il rispetto di codici e regolamenti, non si può confondere con questi atti vessatori che prendono spesso di mira i più deboli».  Autovelox. «Il ministero dei Trasporti ha parlato chiaro - dicono Barbarito e Bartolomei -. Quell'autovelox sul raccordo va rimosso subito perché è stato dichiarato illegittimo. Infatti, non esistono i richiesti limiti di velocità costanti richiesti per un chilometro come prescrive la normativa. E i cittadini possono fare ricorso o direttamente in prefettura o dal giudice di pace». Il Fli si riferisce a un parere del direttore generale per la sicurezza stradale del ministero arrivato nello scorso marzo in risposta a un quesito posto dalla prefettura in febbraio sulla regolarità dell'autovelox. Il parere costituisce una sorta di giurisprudenza, che la prefettura deve obbligatoriamente osservare nel caso di ricorsi presentati da automobilisti multati per eccesso di velocità, annullando perciò le contravvenzioni.  Ciclisti multati. Sempre sul fronte del codice della strada, un altro esempio riportato dai consiglieri del Fli è quello di alcune multe comminate nei confronti di ciclisti, una delle quali particolarmente eclatante perché si trattava di un ciclista in controsenso in via Curtatone e Montanara, zona a traffico limitato. «Qui non c'entra il codice, ma è una questione di mancanza di buon senso - tuona Bartolomei -. Potrei capire un ciclista multato in superstrada, ma in questo caso lo zelo eccessivo è incomprensibile».  Telecamera in corso Gramsci. E' dei giorni scorsi la notizia che il giudice di pace ha dato ragione a un pistoiese, in possesso di permesso temporaneo per entrare in ztl, multato perché pescato dalla telecamera in corso Gramsci. «In questo caso - dice il Fli - c'è un evidente mancanza di chiarezza fra regolamento per la ztl e il fatto che telecamera e cartello stradale non specificano chi ha diritto a entrare. La gente non lo sa e paga la multa, ma quanto ha incassato il Comune in questo modo?»  Zucca Barucca. Per le multe agli ambulanti del mercatino, il mirino del Fli si sposta dai vigili al Comune, che ha rilasciato la concessione per quel mercato in contrasto con la legge regionale. «In questo caso i vigili hanno applicato la legge, è l'ordinanza comunale ad essere illecita».  Badanti multate. Anche in questo caso, chi è stato multato perché ha segnalato il cambio di residenza all'anagrafe ma non a Publiambiente, ha avuto ragione nel ricorso presentato al giudice di pace. «La legge parla chiaro: la pubblica amministrazione non può pretendere dati che sono già in possesso di un'altra pubblica amministrazione. Non è sostenibile che un cittadino faccia due viaggi, uno all'anagrafe comunale e l'altro ad una partecipata del Comune, per comunicare la stessa cosa, cioé il cambio di residenza. E le sentenze dopo i ricorsi sono tutte favorevoli, ma l'atteggiamento vessatorio del Comune per fare casa, resta». F.A.

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