Il Tirreno

Pistoia

Estate nera per il mobile

Marta Quilici
A lato Valeria del Pizzo (Fillea Cgil) Sopra la fabbrica della Nieri Legno a Quarrata
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A lato Valeria del Pizzo (Fillea Cgil) Sopra la fabbrica della Nieri Legno a Quarrata

Nieri rinnova il contratto di solidarietà, Rosini mette in cig

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QUARRATA. Che per il mobile l'approssimarsi dell'estate significhi un calo di lavoro non è una novità. Ma forse mai come quest'anno il "rallentamento" della produzione rischia di trasformarsi in una brusca frenata. «Il ricorso agli ammortizzatori sociali - spiega Valeria Del Pizzo, segretaria provinciale della Fillea Cgil - è ancora massiccio. Anzi, è forse proprio il grande ricorso alla cassa integrazione ad aver finora frenato i licenziamenti. Il problema, però, è che quando gli ammortizzatori finiranno, ci saranno gli esuberi che finora sono stati rimandati».  I dati Cgil del primo trimestre 2011, parlano chiaro: per il mobile si contano 32mila ore in più di cassa integrazione rispetto allo stesso periodo 2010. I lavoratori in cassa integrazione in deroga sono 158 su 30 aziende totali. A fine 2010 la disoccupazione a Quarrata era aumentata del 7,9% e le iscrizioni alla mobilità del +5,6%.  Il mobile continua a non decollare e le vicende delle ultime settimane ne sono la prova. «Il rallentamento estivo inizia a non essere più sopportabile neppure dalle aziende più solide - spiega la Del Pizzo -. Un esempio è il mobilificio Rosini, un'azienda importante e con ancora tanti dipendenti che però da metà giugno ha attivato la cassa integrazione ordinaria. Non era mai accaduto prima in quell'azienda.  Alla Rosini lavorano 85 persone, una rarità di questi tempi. Come di prassi la cig è stata chiesta per tutti, ma sarà effettuata a rotazione tra i dipendenti. In questo caso si tratta solamente di uno strumento utile ad attraversare il fisiologico periodo di calo estivo, ma è purtroppo emblematico della crisi generale il fatto che, se finora il rallentamento era stato sopportato con risorse interne, quest'anno è stato necessario il ricorso alla cig ordinaria».  Alla Nieri ancora non si esce dal contratto di solidarietà: «La Nieri Legno -spiega la Del Pizzo -, cioè la falegnameria, e la Nieri spa, sono confluite com'è noto nella nuova società Roma Imperiale. In entrambi i casi erano in corso contratti di solidarietà con riduzione di orari e, di conseguenza, salari, tra tutti i lavoratori. Alle Nieri Legno, però il contratto era in scadenza e adesso è in fase di rinnovo».  Il riassetto societario è diffuso anche tra le piccole aziende «e in questi casi - spiega la sindacalista - ci scappa purtroppo anche qualche licenziamento, salvo poi scoprire che a volte vengono assunte altre persone con altri profili».  Alla Spagnesi, gli oltre quaranta dipendenti sono ancora in cassa integrazione a zero ore, ancora senza prospettive: «Essendo la proprietà a Bari - spiega la Del Pizzo - è difficile capire se ci sono o meno prospettive di ripartenza della produzione. Per adesso, però, tutto sembra volto essenzialmente a svuotare il magazzino».

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