Il Tirreno

Pistoia

Cosa è bruciato alla Radicifil? Mistero (per ora)

Tiziana Gori
L’incendio alla ex Radicifil
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L’incendio alla ex Radicifil

L'Asl non è stata chiamata a fare controlli, l'area non è sotto sequestro

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 PISTOIA. Non è stata posta sotto sequestro l'area della ex Radicifil, dove venerdì mattina si è sviluppato un incendio sul tetto, partito probabilmente dall'utilizzo della fiamma ossidrica durante la dismissione del sistema di condizionamento. Proseguirà dunque regolarmente domani lo smantellamento dell'edificio (in cui sorgerà la centrale termoelettrica della Repower) da parte della ditta che ha ricevuto in subappalto l'incarico da Radici.  L'incendio è partito, secondo i vigili del fuoco, dalla coibentazione di una delle condotte, rivestite in poliuretano espanso, un materiale altamente infiammabile. Ma l'Asl ieri ha informato di non essere stata avvertita. «Il dipartimento prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro - dicono dall'ufficio stampa - non è stato chiamato per verifiche sul posto». Cosa sia con esattezza bruciato saranno i tecnici dei vigili del fuoco a dirlo nei prossimi giorni.  I pompieri hanno spento le fiamme in meno di due ore. Sono accorsi a Ponte alla Pergola con quattro mezzi e tredici uomini, da Pistoia e Prato, dopo l'allarme dato dagli operai intorno alle dieci e mezza. Erano in tre, sul tetto, quando le fiamme si sono levate in cielo, facendo crescere una nube di fumo nera visibile a chilometri di distanza.  Nessuno degli operai è rimasto ferito. Sul posto, insieme ai pompieri, sono intervenuti per i rilievi i carabinieri di Pistoia e Bottegone e i sindacalisti della Cgil Daniele Gioffredi e Michele Gargini. «Non è stato danneggiato niente - spiega Gioffredi -. Quell'ala dello stabilimento, il blocco filatura, era praticante vuota».  Certo è che, insieme al sospiro di sollievo per lo scampato pericolo dei tre operai, viene da chiedersi come mai la mole di materiale ferroso, e non, che si è accumulato sotto lo stabilimento durante la dismissione non sia stata recintata.  Ieri, intanto, erano ben visibili i cartelli di "Pericolo" e "E' obbligatorio usare i mezzi di protezione personale in dotazione a ciascuno", sul cancello chiuso davanti alla fabbrica.

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