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Bacino di Gello e fogne, in sospeso lavori per 40 milioni
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PISTOIA. Non c'è soltanto il bacino di Gello nel piano investimenti di Publiacqua che la vittoria dei sì ai referendum di domenica e lunedì scorsi ha rimesso in discussione. Il rischio di mandare in fumo la nuova diga era stato evocato dal sindaco Renzo Berti pochi giorni prima del voto, attirandogli anche le ire dei referendari. Ma in realtà ci sono anche altri interventi importanti che la società dell'acqua aveva messo in calendario per Pistoia. In primo luogo la realizzazione dell'emissario meridionale del sistema fognante e poi il potenziamento dell'attuale depuratore di via Toscana. Compreso il progetto per il nuovo bacino di Gello (e per le connesse casse di espansione ai laghi Primavera), il tutto vale oltre 40 milioni di euro.
Ne aveva parlato in una intervista al Tirreno del febbraio scorso il vicepresidente di Publiacqua Piero Giovannini. Il valore complessivo delle opere fognarie è stimato in 13 milioni di euro. 5 serviranno per l'emissario meridionale, in pratica la conduttura maestra della rete fognaria per la zona sud della città. La prima tranche, da 1,5 milioni di euro, è indispensabile per mettere il nuovo ospedale in condizione di funzionare quando sarà pronto. Si tratta di un intervento stralcio e i finanziamenti, qui, non dipendono da Publiacqua ma dal Comune, per cui almeno questo tratto non corre alcun tipo di rischio. Ma il resto sì, compreso l'intervento da 8 milioni di euro per potenziare il depuratore. Ma davvero queste opere rischiano di non trovare più finanziamenti, ora che hanno vinto i sì all'abrogazione del ricarico in bolletta dei margini di profitto per i gestori? «Stiamo valutando la situazione - risponde Giovannini - in particolare stiamo cercando di capire come l'effetto del referendum cambia il metodo di costruzione della nostra tariffa.
Certo che ci aspettiamo dalla politica nazionale un intervento chiaro, delle nuove norme che ci consentano di fare gli investimenti necessari. È una richiesta che viene da tutti i gestori, pubblici e pubblico-privati che siano». La settimana prossima l'assessore regionale Anna Rita Bramerini vedrà le aziende dell'acqua, compresa Publiacqua, e i rappresentanti degli Ato, le assemblee dei Comuni che rientrano in uno stesso bacino (Pistoia far parte del Medio Valdarno, Ato numero 3). Il nodo è la spesa per gli investimenti: potrà essere tutta computata nella tariffa o pesare (in tutto o in parte) sulle risorse degli enti locali? «La risposta - sottolinea Giovannini - la deve dare la politica. Il nostro impegno è quello di non buttare alle ortiche il lavoro fatto sinora. Chiaro che quanto meno il rischio di uno slittamento dei tempi c'è. La risposta che attendiamo deve venire dal livello nazionale, ma se la Regione si facesse carico della situazione ci aiuterebbe certamente. Anche se devo dire che l'ipotesi avanzata dal presidente della Regione Rossi mi appare lontana nel tempo».
Ne aveva parlato in una intervista al Tirreno del febbraio scorso il vicepresidente di Publiacqua Piero Giovannini. Il valore complessivo delle opere fognarie è stimato in 13 milioni di euro. 5 serviranno per l'emissario meridionale, in pratica la conduttura maestra della rete fognaria per la zona sud della città. La prima tranche, da 1,5 milioni di euro, è indispensabile per mettere il nuovo ospedale in condizione di funzionare quando sarà pronto. Si tratta di un intervento stralcio e i finanziamenti, qui, non dipendono da Publiacqua ma dal Comune, per cui almeno questo tratto non corre alcun tipo di rischio. Ma il resto sì, compreso l'intervento da 8 milioni di euro per potenziare il depuratore. Ma davvero queste opere rischiano di non trovare più finanziamenti, ora che hanno vinto i sì all'abrogazione del ricarico in bolletta dei margini di profitto per i gestori? «Stiamo valutando la situazione - risponde Giovannini - in particolare stiamo cercando di capire come l'effetto del referendum cambia il metodo di costruzione della nostra tariffa.
Certo che ci aspettiamo dalla politica nazionale un intervento chiaro, delle nuove norme che ci consentano di fare gli investimenti necessari. È una richiesta che viene da tutti i gestori, pubblici e pubblico-privati che siano». La settimana prossima l'assessore regionale Anna Rita Bramerini vedrà le aziende dell'acqua, compresa Publiacqua, e i rappresentanti degli Ato, le assemblee dei Comuni che rientrano in uno stesso bacino (Pistoia far parte del Medio Valdarno, Ato numero 3). Il nodo è la spesa per gli investimenti: potrà essere tutta computata nella tariffa o pesare (in tutto o in parte) sulle risorse degli enti locali? «La risposta - sottolinea Giovannini - la deve dare la politica. Il nostro impegno è quello di non buttare alle ortiche il lavoro fatto sinora. Chiaro che quanto meno il rischio di uno slittamento dei tempi c'è. La risposta che attendiamo deve venire dal livello nazionale, ma se la Regione si facesse carico della situazione ci aiuterebbe certamente. Anche se devo dire che l'ipotesi avanzata dal presidente della Regione Rossi mi appare lontana nel tempo».
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