Attenzione
Pompieri allopera con quattro mezzi. Sul posto cera solo una ditta di smaltimento
A fuoco un'ala dell'ex Radicifil
Francesco Albonetti
Le fiamme divampate durante i lavori di demolizione
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PISTOIA. Una densa nube nera, visibile a molti chilometri di distanza, si è levata nel cielo dalla zona di Bottegone poco dopo le 10,15 di ieri mattina. Una scena che ha rievocato lo scoppio alla Mas di una quindicina di anni fa, divenuta ancora più sinistra quando si è saputo da dove provveniva: la ex Radicifil. La fabbrica oggi in via di dismissione per far posto a una centrale termoelettrica, il contestatissimo progettato della Repower tornato al centro di roventi polemiche dopo l'assemblea di mercoledì sera a Badia a Pacciana. Una pura casualità, in quanto fra le due cose non vi è alcun legame. L'incendio - stando alle testimonianze dei vigili del fuoco accorsi con quattro mezzi e tredici uomini da Pistoia e Prato e degli stessi operai - sarebbe divampato durante lo smantellamento del sistema di condizionamento, nelle cosidette camere a pioggia. I pompieri ne sono venuti a capo in meno di due ore, anche perché quell'ala dello stabilimento, il blocco filatura più nuovo realizzato alla fine degli anni '90, è già praticamente vuota. L'incendio ha interessato solo la parte superiore, equivalente al terzo piano di un palazzo, se vogliamo accelerando la demolizione in corso da parte di ditte di smaltimento che hanno avuto in appalto i lavori dall'azienda Radicifil. Insomma, non ci sono danni, dal momento che tutta quella parte di fabbrica è in fase di demolizione. «L'incendio dovrebbe essere stato provocato dalla fiamma ossidrica - dice Davide Cella, ex operaio Radicifil che in questa fase svolge il compito di responsabile della sicurezza -. Molto probabilmente ha preso fuoco la coibentazione in poliuretano espanso e da lì l'incendio si è espanso al resto dell'impianto di raffreddamento. Per fortuna nessuno si è fatto male, gli operai che stavano lavorando sono scappati subito anche perché lì non esiste più niente: estintori, prese d'acqua, luce e gas». Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Pistoia e Bottegone per i ascoltare le testimonianze e i rilievi del caso. E poi, alla spicciolata sono arrivati molti operai ex Radicifil, oggi in cassa integrazione, che tengono costantemente d'occhio il loro vecchio stabilimento. «Quel sistema di raffreddamento nella sala C è un vero gioiello di tecnologia che aveva aumentato di molto la qualità del prodotto, rispetto alla parte vecchia della torre di produzione - dice uno di loro -. Nella parte alta ci sono i silos di carico con il filo di nylon che viene calato giù verso i piani di lavorazione, dove c'erano le macchine. Nella prima fase, un sistema di raffreddamento ad acqua e ad aria, consente di tenere costantemente la temperatura a 21º e l'umidità al 75%, perché solo così il filo raggiunge quella qualità. Queste condizioni venivano mantenute inalterate estate e inverno, cosa difficile quando c'era solo l'ala di produzione vecchia, esposta a tramontana. L'incendio è partito sicuramente dalla coibentazione di una delle condotte, il cui rivestimento è in poliuretano espanso, molto infammabile».
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