Il dolore
Il ragioniere che ha costruito un impero
Alberto Vivarelli
Diplomato all'istituto "Pacini" nel 1965, dalla Lega delle cooperative ebbe l'incarico di creare una struttura di servizio per i commercianti
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PISTOIA. A scuola non era un fenomeno ma i suoi ex compagni concordano: era molto sveglio. Ugo Baldi si diplomò all'istituto tecnico "Filippo Pacini" nel 1965. Il padre, socialista lombardiano, lavorava al consorzio antitubercolare e lo avvicinò alla Lega delle cooperative, guidata da socialisti e comunisti. Agli inizi degli anni '60, a Bologna nacque la Conad, una cooperativa di piccoli negozianti "di sinistra", un progetto che stava andando a gonfie vele. Anche a Pistoia si pensò a creare una cosa simile e l'idea fu affidata al giovane ragioniere che oltre ad essere sveglio, era anche politicamente affidabile. La Lega della cooperative aprì un piccolo ufficio sul viale Adua e Baldi vi si insediò. L'obbiettivo era quello di creare una rete di soci e mettere a loro disposizione un sistema di acquisti collettivi: meno burocrazia e maggiori risparmi. Baldi dimostrò subito di avere stoffa nelle relazioni ma anche di credere nel progetto. Nacque lì, in quell'ufficietto alla periferia della città, quel rapporto tra il ragioniere e la Conad, che negli anni è diventato assai più che un rapporto di lavoro. Ben presto arrivarono i primi soci, convinti come lui della bontà dell'idea, tra questi, Susini, commerciante con un negozio in via Mazzini. Anche lui - comunista -, credeva che i negozianti "di sinistra" dovessero far fronte comune per dare una dimensione sociale alla loro attività: tagliando i nostri costi, era il loro ragionamento, le famiglie potevano risparmiare. E così la Conad cresceva, la rete in città diventava sempre più estesa e si cominciava a pensare a strutture più ampie e articolare, gestite da commercianti che si mettevano in società. Perché nel frattempo era nata una concorrenza fortissima nel settore alimentare: la Coop. Compagni sì, ma solo nella cabina elettorale, fuori di essa solo concorrenti. Quando Unicoop Firenze aprì il supermercato in viale Adua, fu un colpo durissimo per la Conad: da una parte l'Esselunga, dall'altra la Coop: una morsa dalla quale Baldi doveva far uscire la Conad. L'occasione si presentò alla fine degli anni '80 quando il consiglio comunale approvò una variante parziale di destinazione d'uso di un fabbricato che ospitava una concessionaria d'auto in viale Adua. Le polemiche furono feroci, il gruppo della Dc osteggiò duramente il provvedimento che alla fine passò. L'immobile fu acquistato dalla Conad che vi insediò il supermercato e la galleria commerciale. Poi la continua ascesa di Baldi fino a diventare quasi un'icona. Ma tutti sono concordi: la sua fedeltà e il suo amore per la Conad, sono assoluti.
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