Il Tirreno

Pistoia

«Chi mi tradisce per me non conta più niente»

Saverio Melegari
Sulla destra nella foto Roberto Dromedari
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Sulla destra nella foto Roberto Dromedari

Da avvocato di fiducia a nemico numero uno: parla Roberto Dromedari, ex presidente arancione

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 PISTOIA. L'operazione romana "Fuori tutto" ha riportato indietro di 23 anni Roberto Dromedari, ex presidente della Pistoiese. Ritorno ad un passato drammatico, a quell'estate del 1988 quando la sua Pistoiese alzò bandiera bianca, tradito - ha sempre sostenuto - da chi gli aveva assicurato aiuto. Da allora, Dromedari ha sempre puntato il dito contro l'avvocato Andrea Baldi, colpevole, a suo dire, della scomparsa della società arancione.  Durissimo l'attacco che due anni fa sulle pagine del Tirreno l'ex patron arancione lanciò contro l'avvocato-imprenditore.  «In questi casi - dice Roberto Dromedari - meno si parla e meglio è, però è innegabile che il mio pensiero corra a quei momenti, a quell'estate, quando proprio lo stesso Baldi cambiò la propria parte in quella vicenda, passando da essere il mio avvocato di fiducia a mio avversario numero uno. Fu una vicenda triste sotto il profilo umano e pesante sotto quello economico che si trascinò per un periodo molto lungo e che mi ha distrutto sia moralmente che finanziariamente».  In quell'estate del 1988 successe proprio di tutto, dalle speranze di una salvezza raggiunta all'ultimo tuffo, alla cancellazione della società. La Pistoiese di allora aveva problemi finanziari. La stagione sportiva con Marcello Lippi in panchina, non fu poi così male, la squadra raggiunse l'ottavo posto al termine di un'annata travagliatissima. Alla fine del campionato Dromedari dichiarò di aver versato la quota di iscrizione al campionato di C2. E poi? «Mancava la fideiussione bancaria da 400 milioni che però non potevo garantire - continua Dromedari -, così decisi di rivolgermi all'allora presidente del Pisa, Romeo Anconetani: andai nel ritiro nerazzurro di Volterra e lui promise che, se non ci fossi riuscito, mi avrebbe garantito lui la fideiussione assieme al presidente della Fiorentina. Nel frattempo, però, ci furono incontri in Comune ai quali non fui convocato. Mi sentii tradito quando mi convocarono all'ultima loro riunione non partecipai perché sapevo che mi avrebbero messo di fronte ad una decisione già presa: la mia firma della cessione della società in cambio della fideiussione. Alla fine, però, questi signori decretarono soltanto la cancellazione della Pistoiese».  Ed in quel gruppo, come ricorda Dromedari, c'era proprio lo stesso Andrea Baldi. «Ho un fondamento nella mia vita - conclude l'ex presidente della Pistoiese -: chi mi tradisce per me non conta più niente».

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