Sicurezza
Un nuovo affare per Baldi & Ferrari
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Una veduta dalla tangenziale est dell’area ex Pallavicini, dove un gruppo di imprenditori tra cui la Sirim di Baldi e Ferrari vuole costruire un centro direzionale. Al centro Andrea Baldi, a destra Orazio FerrariInsieme nella costruzione del futuro centro direzionale in via Sestini
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PISTOIA. La lunga vicenda che ha portato alla lottizzazione dei terreni della contessa Pallavicini, in via Sestini, non ha nulla a che vedere con la maxi-inchiesta della Guardia di finanza venuta alla luce ieri. A collegarle ci sono solo i nomi di un gruppo di imprenditori: Orazio Ferrari, Andrea Baldi e i pratesi Carlo Rosano e Pietro Cervasio.
La società proprietaria della maggior parte dei terreni, quella che ha venduto alla Pam il terreno dove ora sorge il centro commerciale Panorama, si chiama Sirim, sigla che sta per Società italiana realizzazioni immobiliari. Sede in via di Porta Lucchese, capitale di 98.000 euro, risulta controllata dalla Tredil, società di Prato ben presente nell'inchiesta romana. Gli altri due principali titolari di quote sono Orazio Ferrari e Andrea Baldi, ciascuno con 13.066 euro di capitale. Quest'ultimo è anche presidente del consiglio di amministrazione. La Tredil, dalle spalle finanziarie assai più grandi (capitale di 9,2 milioni di euro) ha come presidente Carlo Rosano e come consigliere Pietro Cervasio, due imprenditori che si ritrovano tra i destinatari degli arresti domiciliari ordinati dalla magistratura di Roma. Insomma, il gruppetto di imprenditori che adesso è accusato di aver lucrato illecitamente somme milionarie dall'operazione legata al deposito della Conad a Montopoli, si ritrova pari pari nell'operazione ex Pallavicini. E adesso gli stessi imprenditori si preparano a piazzare l'ultimo grande tassello della lottizzazione: il centro direzionale battezzato "Pistoiacity". Si tratta di tre grandi edifici, di oltre 15.000 metri quadri, con uffici e attività commerciali. Sono della partita la stessa Sirim e la Tredil spa, che realizzeranno ciascuna un lotto (per quello della Sirim è stata realizzata la recinzione del cantiere proprio nei giorni scorsi). Il terzo lotto è di un'altra società pistoiese, la San Cipriano, che però - bene precisarlo - non ha nulla a che vedere né con la Sirim né con la Tredil. La storia della lottizzazione risale al 2000. Fu in quell'anno che la Sirim - anche allora il presidente era Andrea Baldi - acquistò i terreni dalla contessa Maria Camilla Pallavicini. Ventisei anni prima i conti Pallavicini avevano chiesto di realizzare un intervento edilizio nel loro appezzamento, lungo la via Sestini. Il piano regolatore, del resto, lo consentiva. Ma il Comune rispose di no, perché l'amministrazione aveva deciso di orientare verso ovest lo sviluppo della città. Ne nacque una battaglia legale, nelle cui more il piano regolatore cambiò, bocciando la ipotesi di lottizzazione. Ma i giudici amministrativi, nel 1995, riconobbero il buon diritto dei Pallavicini e, due anni dopo, il Consiglio di Stato confermò la sentenza. Il Comune, a quel punto, fu costretto solo a trattare sulle dimensioni degli insediamenti: Pistoia avrebbe avuto anche a est un nuovo quartiere con case, uffici e un centro commerciale. F.Cl. SERVIZI A PAGINA 5
La società proprietaria della maggior parte dei terreni, quella che ha venduto alla Pam il terreno dove ora sorge il centro commerciale Panorama, si chiama Sirim, sigla che sta per Società italiana realizzazioni immobiliari. Sede in via di Porta Lucchese, capitale di 98.000 euro, risulta controllata dalla Tredil, società di Prato ben presente nell'inchiesta romana. Gli altri due principali titolari di quote sono Orazio Ferrari e Andrea Baldi, ciascuno con 13.066 euro di capitale. Quest'ultimo è anche presidente del consiglio di amministrazione. La Tredil, dalle spalle finanziarie assai più grandi (capitale di 9,2 milioni di euro) ha come presidente Carlo Rosano e come consigliere Pietro Cervasio, due imprenditori che si ritrovano tra i destinatari degli arresti domiciliari ordinati dalla magistratura di Roma. Insomma, il gruppetto di imprenditori che adesso è accusato di aver lucrato illecitamente somme milionarie dall'operazione legata al deposito della Conad a Montopoli, si ritrova pari pari nell'operazione ex Pallavicini. E adesso gli stessi imprenditori si preparano a piazzare l'ultimo grande tassello della lottizzazione: il centro direzionale battezzato "Pistoiacity". Si tratta di tre grandi edifici, di oltre 15.000 metri quadri, con uffici e attività commerciali. Sono della partita la stessa Sirim e la Tredil spa, che realizzeranno ciascuna un lotto (per quello della Sirim è stata realizzata la recinzione del cantiere proprio nei giorni scorsi). Il terzo lotto è di un'altra società pistoiese, la San Cipriano, che però - bene precisarlo - non ha nulla a che vedere né con la Sirim né con la Tredil. La storia della lottizzazione risale al 2000. Fu in quell'anno che la Sirim - anche allora il presidente era Andrea Baldi - acquistò i terreni dalla contessa Maria Camilla Pallavicini. Ventisei anni prima i conti Pallavicini avevano chiesto di realizzare un intervento edilizio nel loro appezzamento, lungo la via Sestini. Il piano regolatore, del resto, lo consentiva. Ma il Comune rispose di no, perché l'amministrazione aveva deciso di orientare verso ovest lo sviluppo della città. Ne nacque una battaglia legale, nelle cui more il piano regolatore cambiò, bocciando la ipotesi di lottizzazione. Ma i giudici amministrativi, nel 1995, riconobbero il buon diritto dei Pallavicini e, due anni dopo, il Consiglio di Stato confermò la sentenza. Il Comune, a quel punto, fu costretto solo a trattare sulle dimensioni degli insediamenti: Pistoia avrebbe avuto anche a est un nuovo quartiere con case, uffici e un centro commerciale. F.Cl. SERVIZI A PAGINA 5
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