Sicurezza
Tra i sindaci soddisfatta Carla Strufaldi, mentre Ceccarelli e Gaggini sottolineano la «sensibilità civica»
«Avanti tutta sull'acqua pubblica»
Elisa Valentini
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Il sindaco di Abetone Giampiero Danti e lo sportello Gaia di San Marcello Danti confortato dall'esito referendario: «Un bel segnale dagli abetonesi»
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MONTAGNA. L'acqua è un bene pubblico e come tale deve essere gestita. È il messaggio emerso dai risultati del referendum che nei comuni montani ha registrato un quorum vicino o superiore al 60%, con schiacciante prevalenza dei "sì", in linea con la media provinciale. Il dato è generico, ma le prime schede votate sono quelle sull'acqua, tematica ipersensibile sulla Montagna Pistoiese. Come si interpreta il risultato e quali gli scenari futuri? Lo abbiamo chiesto ai quattro sindaci. Iniziando da Giampiero Danti di Abetone, che da tempo si batte per mantenere la gestione comunale rifiutando l'adesione al servizio idrico integrato. «Sono soddisfatto perché mi sono speso per il sì e il quorum del 58,37% denota che i cittadini hanno recepito. Penso che seguiranno molte riflessioni sulla risorsa idrica, noi continueremo per la nostra strada: il Comune deve poter decidere in merito alla sua acqua, non come avviene con Gaia spa che, seppur pubblica, non ascolta le singole voci né garantisce maggior efficienza. Tanto meno lo farebbe un privato che mira al lucro. La nostra gestione eroga acqua a tariffe contenute nel rispetto della qualità, con analisi frequenti e investimenti nella depurazione senza l'impiego massiccio di cloro. Io sono un cittadino che beve l'acqua del rubinetto e mi impegno perché sia buona». «Si è votato il principio che l'ingresso del privato non deve essere obbligatorio nella gestione di un bene percepito come proprio dall'intera collettività - spiega Carla Strufaldi, sindaco di San Marcello che ha registrato la maggior affluenza in montagna (63,52%) -. Il privato per sua natura trattiene profitto, mentre il pubblico reinveste tutto nella rete idrica con una gestione che può essere davvero efficiente». Carluccio Ceccarelli non si stupisce del 60,35% raggiunto da Cutigliano vista «la spiccata sensibilità civica dei montanini che partecipano alle scelte su argomenti di rilievo». «Un trascinamento emotivo a Piteglio (59,84%) come nel resto della montagna - spiega Claudio Gaggini - i cittadini non si capacitano che l'acqua, tanto abbondante, sia privata e venduta a caro prezzo». Quanto agli scenari futuri, c'è attesa per le azioni legislative che seguiranno l'abrogazione e le successive ripercussioni sulla struttura di Gaia. Non è ancora escluso l'ingresso di capitale privato nel gestore unico che non ha certo brillato nei tre comuni aderenti, cui deve ancora ingenti somme a titolo di rate mutuo.
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