Il dolore
Ancora studente, si inventò una discoteca
Alberto Vivarelli
Le origini: dal commercio delle auto tedesche alla passione per i colori arancioni
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PISTOIA. Andrea Baldi ha sempre avuto il fiuto per gli affari, fin da giovanissimo ha mostrato un piglio imprenditoriale che non lo ha mai abbandonato. A onor del vero, è sempre stato un passo avanti, ha sempre capito prima di altri dov'era il business. Come alla fine degli anni '60, quando, in piena rivoluzione dei costumi giovanili, s'inventò una discoteca studentesca. Si chiamava "La Tana", era ospitata nella cantina di un palazzo del centro storico: un juke box, un mini palco per ospitare qualche gruppetto musicale, e luci soffuse. Una manna per i giovani studenti in cerca delle prime trasgressioni. La Tana durò poco, l'avventuta la fecero finire i condòmini, stufi della confusione imperante dal sabato pomeriggio alla domenica sera. Ma il seme imprenditoriale era stato gettato. Dopo il liceo, si iscrive all'università alla facoltà di legge, nel 1979 è avvocato e si specializza nei patrocini in Cassazione. Apre lo studio in Porta Lucchese insieme al cugino Marco Degl'Innocenti, da poco scomparso. Ma la sua passione restano gli affari. Alla fine degli anni '80 inizia un'attività molto redditizia: il boom delle auto tedesche. Sempre più appetite ma anche sempre più costose, a meno che non arrivino in Italia come auto già immatricolate in Germania. Insieme ad un collega avvocato bolzanino, mette in piedi questo business, del tutto in regola con le norme italiane e che offre ai clienti italiani sconti elevatissimi sulle auto di lusso. Sono anche gli anni del suo avvicinamento alla Pistoiese. Diventa consulente del presidente Roberto Dromedari e allo stesso tempo inizia ad avere la procura di alcuni calciatori. Il rapporto con Dromedari finisce a schiaffi: la Pistoiese fallisce, il presidente accusa Baldi di averlo tradito e di aver tentato di sfilargli la società di mano, l'avvocato risponde per le rime. Ma senza alcuna querela. Il calcio calca terreni impervi, soprattutto poco redditizi, e Baldi cerca altre strade imprenditoriali. Insieme a Orazio Ferrari, architetto e gestore dell'azienda edile del suocero, si butta a capofitto nel regno del mattone. Il boom dell'edilizia è alle porte e lui l'ha capito prima di altri: compra terreni, costruisce e vende, oppure acquista immobili li ristruttura e li vende, come l'immobile dietro le carceri, ristrutturato e una parte venduto a Conad. Così è nato l'impero di Andrea Baldi.
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