Sicurezza
Arrestato dopo il colpo alle Poste
Attimi di tensione, carabinieri con le armi in pugno tra la gente
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PISTOIA. L'allarme scattato subito dopo la rapina alle Poste di via Roma parlava di un bandito armato di pistola. Che fosse un'innocua scacciacani si è scoperto solo dopo. Un uomo armato in fuga in mezzo alla folla del centro di sabato mattina, tra i banchi del mercato. Una situazione pericolosissima, cui i carabinieri hanno fatto fronte nell'unico modo possibile: personale con giubbotto antiproiettile e armi in pugno, massima rapidità nell'azione. I Carabinieri sono prima piombati in via Roma, avvicinandosi con cautela all'ufficio postale, nell'ipotesi che il rapinatore fosse ancora dentro. Quando poi è arrivata la segnalazione che individuava in piazza San Lorenzo il presunto bandito, si sono diretti sul posto a tutta velocità. Il giovane colpevole della rapina era stato appena portato via da un'altra pattuglia.
Si tratta di un 25enne incensurato di Agliana, Enrico Cantonieri, disoccupato: ai militari dell'Arma ha spiegato di aver fatto la rapina perché senza soldi e senza lavoro. Ma i carabinieri tenevano d'occhio tre giovani che cercavano di allontanarsi sulla loro auto. Sono stati bloccati e tenuti sotto tiro dalle armi di servizio. Momenti di grande tensione per i passanti: d'altro canto i banditi potevano essere loro e in tasca potevano avere la pistola. Solo al comando si è scoperto che i tre, personaggi ben noti alle forze dell'ordine, avevano avuto solo la colpa di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
La rapina. È avvenuta alle 13,30 precise, orario di chiusura dell'ufficio postale. La direttrice aveva già adocchiato da qualche minuto quel giovane che se ne stava seduto. E quando, dopo che anche l'ultimo cliente era uscito, si è alzato e si è diretto verso le casse non ha avuto più dubbi. Ancor prima che tirasse fuori la pistola ha capito che si trattava di un rapinatore e ha telefonato al 112. Il giovane intanto, cercando di tirarsi su il foulard verde che aveva al collo, si è diretto verso una delle casse. E ha tirato fuori la pistola. «Se non mi date i soldi entra il mio amico e vi ammazza» ha detto alle impiegate, con calma e gentilezza. Messo il denaro in un sacco di tela, si è avvicinato a un'altra cassa e si è fatto consegnare altri soldi. Quindi, con il bottino, dopo aver ringraziato, si è dileguato in strada, dove i commercianti ambulanti stavano già smontando i banchi del mercato.
L'allarme. Come detto, la direttrice aveva già avvertito il 112. In pochissimi minuti quindi in via Roma si sono precipitate le pattuglie dei carabinieri del Nucleo investigativo e della Compagnia di Pistoia. La segnalazione arrivata dalla centrale era di un uomo armato di pistola in azione: per questo, giubbotti antiproiettili e armi in pugno, i militari si sono avvicinati all'ufficio postale con ogni precauzione prima di capire che il bandito era già fuggito. Comprensibile il timore suscitato tra le decine di persone presenti, richiamate dal via vai di sirene.
L'arresto. Due pattuglie della Stazione di Pistoia (agli ordini del comandante Domenico Beraldi una e del maresciallo Adriano Scali l'altra), prima di convergere in via Roma, hanno però fatto una deviazione per controllare la zona dietro l'ospedale. Ed è stato in piazza San Lorenzo che hanno scorto, seduto su una panchina, Cantonieri: si era cambiato la maglietta nera indossata nella rapina con una bianca, ma con sè aveva sempre il casco che aveva portato da casa per far credere di essere fuggito in scooter. E la sua fisionomia corrispondeva a quella descritta dalle impiegate postali. I militari si sono avvicinati, sono scesi dalle auto e lo hanno raggiunto per identificarlo. Subito il giovane ha dato segni di forte nervosismo, e dopo poco ha consegnato loro il sacchetto che aveva con sé: dentro, la pistola (una scacciacani privata del tappo rosso, uguale a un'arma vera), il bottino, la maglietta nera, il foulard verde e un paio di guanti in lattice non utilizzati.
Si tratta di un 25enne incensurato di Agliana, Enrico Cantonieri, disoccupato: ai militari dell'Arma ha spiegato di aver fatto la rapina perché senza soldi e senza lavoro. Ma i carabinieri tenevano d'occhio tre giovani che cercavano di allontanarsi sulla loro auto. Sono stati bloccati e tenuti sotto tiro dalle armi di servizio. Momenti di grande tensione per i passanti: d'altro canto i banditi potevano essere loro e in tasca potevano avere la pistola. Solo al comando si è scoperto che i tre, personaggi ben noti alle forze dell'ordine, avevano avuto solo la colpa di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
La rapina. È avvenuta alle 13,30 precise, orario di chiusura dell'ufficio postale. La direttrice aveva già adocchiato da qualche minuto quel giovane che se ne stava seduto. E quando, dopo che anche l'ultimo cliente era uscito, si è alzato e si è diretto verso le casse non ha avuto più dubbi. Ancor prima che tirasse fuori la pistola ha capito che si trattava di un rapinatore e ha telefonato al 112. Il giovane intanto, cercando di tirarsi su il foulard verde che aveva al collo, si è diretto verso una delle casse. E ha tirato fuori la pistola. «Se non mi date i soldi entra il mio amico e vi ammazza» ha detto alle impiegate, con calma e gentilezza. Messo il denaro in un sacco di tela, si è avvicinato a un'altra cassa e si è fatto consegnare altri soldi. Quindi, con il bottino, dopo aver ringraziato, si è dileguato in strada, dove i commercianti ambulanti stavano già smontando i banchi del mercato.
L'allarme. Come detto, la direttrice aveva già avvertito il 112. In pochissimi minuti quindi in via Roma si sono precipitate le pattuglie dei carabinieri del Nucleo investigativo e della Compagnia di Pistoia. La segnalazione arrivata dalla centrale era di un uomo armato di pistola in azione: per questo, giubbotti antiproiettili e armi in pugno, i militari si sono avvicinati all'ufficio postale con ogni precauzione prima di capire che il bandito era già fuggito. Comprensibile il timore suscitato tra le decine di persone presenti, richiamate dal via vai di sirene.
L'arresto. Due pattuglie della Stazione di Pistoia (agli ordini del comandante Domenico Beraldi una e del maresciallo Adriano Scali l'altra), prima di convergere in via Roma, hanno però fatto una deviazione per controllare la zona dietro l'ospedale. Ed è stato in piazza San Lorenzo che hanno scorto, seduto su una panchina, Cantonieri: si era cambiato la maglietta nera indossata nella rapina con una bianca, ma con sè aveva sempre il casco che aveva portato da casa per far credere di essere fuggito in scooter. E la sua fisionomia corrispondeva a quella descritta dalle impiegate postali. I militari si sono avvicinati, sono scesi dalle auto e lo hanno raggiunto per identificarlo. Subito il giovane ha dato segni di forte nervosismo, e dopo poco ha consegnato loro il sacchetto che aveva con sé: dentro, la pistola (una scacciacani privata del tappo rosso, uguale a un'arma vera), il bottino, la maglietta nera, il foulard verde e un paio di guanti in lattice non utilizzati.
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