Il Tirreno

Pistoia

Maggiori possibilità nell'alimentazione

Elisa Pacini
Marco Leporatti
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Marco Leporatti

Cna, Confartigianato e Confcommercio: «Ecco i settori meno saturi»

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 PISTOIA. Corsi intensi, fatti da esperti in materia e altamente professionalizzanti. I corsi di formazione coordinati dalla Provincia si sono distinti negli anni per questo. Ma con il boom di iscritti e in un momento storico nero per il mercato del lavoro è cambiato qualcosa nel riscontro occupazionale?  Lo abbiamo chiesto alle associazioni di categoria che collaborano con la provincia e che ci hanno indicato quali sono i settori che oggi "tirano".  «Una parte significativa di persone che fanno un corso finanziato - dice Giacomo Buonomini della Cna - in seguito agli stages in azienda, trova un lavoro. Ma i posti sono pochi e la sproporzione con le domande agli stessi corsi quest'anno è stata evidente. Le imprese tendono a tenere le proprie maestranze, anzi di questi tempi non è facile nemmeno trovare una azienda interessata ad avere tirocinanti gratis perché il lavoro è poco».  Il settore dove la speranza di occupazione è più alta rimane l'alimentare.  «I corsi per panificatori e pasticceri - continua - sono quelli che hanno più riscontro con il mondo del lavoro, diciamo che almeno la metà dopo la stages lavorano. C'è anche da dire che chi fa un corso spesso ha l'aspettativa di trovare un lavoro da dipendente. In pochi sono propensi a mettersi in proprio, come noi li stimoliamo a fare».  C'era una volta il corso di formazione per giovani, appena usciti dalla scuola superiore poco avvezzi a continuare gli studi. Ora lo scenario delle aule formative è un altro.  «E' drammatico trovarsi davanti ad aule di adulti» ci dice Silvia Marchesi, responsabile della formazione della Confartigianato che ci conferma come in questo momento anche un paio di assunzioni alla fine del corso siano da considerarsi un successo.  «Le assunzioni dopo il corso di modellista d'abbigliamento - dice Marchesi - sono state due su dodici corsisti, per ora. Considerato il momento e il settore è un traguardo. Il settore dove c'è più possibilità di lavoro rimane quello amministrativo, lì quasi la metà dei corsisti sono stati presi (5 su 12). E' un settore che abbraccia più professioni ed è più elastico».  Certo è che sembra un settore dove ci vogliono conoscenze di base.  «Non è detto - spiega Marchesi - il requisito fondamentale in questi corsi è la voglia di riciclarsi. C'è stata una signora che si è sempre occupata di biancheria che alla fine dello stage per un posto amministrativo è stata presa. Ho visto donne, la maggioranza dei nostri corsisti, che si sono impegnate al massimo. Il fatto è che in questo momento aumentano le domande anche di persone laureate».  Dall'agenzia formativa di Confcommercio arrivano segnali positivi.  «I nostri settori - dice Marco Leporatti - sono sempre stati individuati come quelli che danno possibilità di lavoro autonomo e vengono presi in considerazione come nuove prospettive occupazionali. Se guardiamo il riscontro lavorativo per i corsi di accesso all'impresa, forse è un po' calato rispetto all'anno passato ma non di molto. Gli altri corsi stanno dando segnali buoni: tra quelli gratuiti sicuramente quelli per macelleria, gelateria e ristorazione stanno portando risultati. Ma anche i risultati di quelli relativi ai posti di front office nei centri benessere, negli stabilimenti termali non sono negativi anche se la verifica vera andrò fatta dopo 4-5 mesi dalla fine del corso. Tra i corsi a pagamento si consolidano quelli di barman e pizzaiolo che non portano ad occupazioni stabili ma che danno molto riscontro soprattutto per lavori stagionali».

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