Il Tirreno

Pistoia

Trafficavano cuccioli dall'Europa dell'est, tre condanne

Massimo Donati
Trafficavano cuccioli dall'Europa dell'est, tre condanne

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PISTOIA. Alcuni erano in casa, in piccoli box, altri, già più cresciuti, all'esterno dell'abitazione, in dei recinti. Carlini, Akita, Sharpei, Labrador... Delle razze più ricercate sul mercato, furono 27 i cuccioli sequestrati all'alba del 22 febbraio scorso dagli uomini del Corpo forestale dello Stato nell'ambito dell'operazione Kutya, che aveva stroncato un traffico di cani provenienti illegalmente dall'Ungheria ("Kutya" è la traduzione ungherese di "cane") destinati ad essere venduti via internet a prezzi stracciati. Tre le persone finite in manette: padre, figlio e la compagna ungherese del primo. Non meno di cento i cuccioli da loro venduti.

Mercoledì pomeriggio, Alessandro Ciminelli, 48 anni, residente in via Pieve a Celle, Michel Ciminelli, 26, residente a Quarrata, e Kimitine Kovacs, 28, anche lei residente in via Pieve a Celle, sono stati processati con il giudizio immediato davanti al tribunale collegiale di Pistoia. Tutti e tre gli imputati hanno scelto il patteggiamento della pena: il primo 3 anni e un mese di reclusione, con l'interdizione dai pubblici uffici per un periodo di 5 anni; 2 anni e 3 mesi il secondo; 2 anni e 8 mesi la terza. Si è trattato del primo processo concluso in Italia in cui viene contestato il traffico illegale di animali da compagnia e che applica la legge (la 201 del 2010) che prevede la confisca degli animali e il loro affidamento, tramite le associazioni, ai privati cittadini.

Al termine del processo, i tre trafficanti - che si trovavano ancora in stato di arresto - sono stati rimessi in libertà: la misura cautelare della detenzione è stata mitigata in quella più live e dell'obbligo di firma. Le misure restrittive - richieste dal pm Giuseppe Grieco, che aveva coordinato le indagini della sezione di pg del Corpo Forestale - si erano rese necessarie per impedire la reiterazione dei reati. Nel luglio scorso, infatti, un primo allevamento illegale dei tre fu scoperto in via Pieve a Celle, ma nonostante le denunce l'attività era proseguita, con il trasferimento a Prato, nella zona dell'interporto. Ed era andata avanti anche dopo che, nella notte tra il 13 e il 14 gennaio, i tre erano stati colti in flagrante di ritorno dall'Ungheria con un carico di cuccioli.

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