Attenzione
Sabato oltre duecento concorrenti sui crinali dellAppennino tosco-emiliano
Da Prato all'Abetone di notte
Alessandro Sisi
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Alcuni concorrenti al Trial del Malandrino Tre sanmarcellini hanno partecipato alla tappa di Pracchia
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SAN MARCELLO. Si è disputata domenica scorsa una delle più belle prove agonistiche che l'intera Toscana abbia mai ospitato. La gara si chiama il "Trail del Malandrino". Con due partenze programmate da luoghi diversi, l'obbiettivo era raggiungere in tempo utile il passo dell'Abetone. Un nutrito gruppo di concorrenti intorno alla mezzanotte di sabato si è radunato a Prato per percorrere l'antico tracciato, un percorso già noto nel 1200, salendo fino al crinale dell'Appennino tosco emiliano per poi scendere fino nella piazza principale della patria dello sci toscano. Un altro nutrito gruppo invece è partito da Pracchia alle 8 di domenica mattina. In questo secondo gruppo di concorrenti c'erano anche Fabio Nesti (50 anni) ex assessore ai lavori pubblici del Comune di San Marcello, Moreno Sbaragli (51 anni) dipendente della Comunità montana e allenatore della neo promossa Ciregliese Calcio in Seconda categoria e Mauro Paccagnini (43 anni) dipendente del Credito cooperativo di Maresca. I tre non se la sono sentita di percorrere i 70 chilometri e i 1.800 metri di dislivello positivo da Prato fino all'Abetone, tenando, inveece, l'avventura da Pracchia, ottenendo ottimi riscontri cronometrici. Su settanta partenti da Pracchia (da Prato i concorrenti che hanno affrontato la prova per intero sono stati oltre 200), hanno impiegato 5 ore per percorrere l'intero tracciato sulle vette dell'Appennino (Croce Arcana e Libro Aperto tanto per citare le cime più importanti). Mauro Paccagnini è giunto 12º assoluto con il tempo di 5 ore e 7 minuti, Moreno Sbaragli invece è arrivato 27º con il tempo di 5 ore e 50 minuti, mentre l'ex assessore Nesti si è piazzato 31º impiegando 6 ore e 3 minuti. Tutti i concorrenti avevano il kit di sopravvivenza nello zaino. «La gara è stata emozionante - racconta Moreno Sbaragli -. Una corsa contro il tempo sui crinali dell'Appennino, non proprio una corsa in solitario, ma una passeggiata a passo svelto, affrontando di corsa solo i tratti di pianura e di discesa». Il problema è stata la sete e anche la fame, hanno detto i tre concorrenti, unici della montagna pistoiese ad affrontare una corsa del genere. Coloro che erano partiti da Prato, hanno impiegato 8 ore e 34 minuti. Perfetta è stata l'organizzazione con punti di ristoro sui principali passi montani. Dopo questa prima edizione, gli organizzatori sperano di inserire la manifestazione nel calendario dei maggiori eventi internazionali e di farla diventare la prima tappa prima tappa italiana di trial a piedi.
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