Il Tirreno

Pistoia

Al Melani 5 minuti d'inferno

Tifosi con dei fumogeni (foto d’archivio)
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Tifosi con dei fumogeni (foto d’archivio)

Scontro tra tifosi, feriti tutti gli otto poliziotti in servizio

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 PISTOIA. Manici di piccone, tubi di ferro, caschi, sanpietrini, fumogeni e bombe carta. Un arsenale tenuto accuratamente nascosto nelle auto in sosta per il dopo partita. Evidentemente era una battaglia premeditata a tavolino quella scoppiata mercoledì sera davanti allo stadio Melani di Pistoia tra "tifosi" della Roma e del Genoa, al termine della semifinale del campionato Primavera. Da una parte circa 150 teppisti capitolini, dall'altra un'ottantina arrivati dalla Liguria. Nel mezzo, i poliziotti del servizio d'ordine (8 in tutto) che, nonostante i gravi rischi per la propria incolumità, si sono frapposti tra i due schieramenti per evitare che gli scontri degenerassero in tragedia. Presi a bastonate e fatti bersaglio di lanci di sassi e bottiglie di vetro, tutti sono rimasti feriti: sette hanno riportato lesioni giudicate guarribili al pronto soccorso in 5 giorni; un ottavo ha avuto invece 7 giorni di prognosi, perché raggiunto alla testa (fortunatamente di striscio) da un sanpietrino che gli ha causato una ferita suturata poi con sette punti.  La battaglia - che si è protratta per non più di cinque minuti - è scoppiata attorno alle 22,40. La partita era finita (per la cronaca, 2-0 per la Roma) e i supporter romanisti, a cui era stato riservato il settore della tribuna, hanno cominciato ad uscire dallo stadio. Ma anziché dirigersi verso le auto, si sono diretti verso la curva sud, dove si trovavano i tifosi genoani (un nutrito gruppo dei quali era arrivato a Pistoia a primo tempo quasi finito: evidentemente non era la partita ad interessare loro). Già durante l'incontro, dagli opposti spalti, c'erano stati cori di sfida, con promesse reciproche di regolare i conti più tardi, nel piazzale. E quando i romanisti sono arrivati sotto la curva ed hanno cominciato a tirare fumogeni e bombe carta, i genoani hanno sfondato (con un paio di calci appena) il cancello e gli si sono scagliati contro.  A cercare di arginarli, gli otto poliziotti della questura che erano stati inviati allo stadio per il servizio d'ordine (dal lato della tribuna erano stati destinati invece quattro carabinieri). Poliziotti che subito sono diventati il bersaglio principale degli oltre duecento teppisti: un ostacolo da superare a tutti i costi.  Oltre alle bastonate e ai colpi di pietra, i poliziotti sono stati bersagliati anche con lanci di bottiglie, che i teppisti hanno prelevato dalla vicina campana per la raccolta differenziata che non era stata rimossa nonostante la richiesta motivata da esigenze di sicurezza pubblica.  Anche almeno un'auto della polizia è stata gravemente danneggiata.  Passati circa 5 minuti, gli ultrà delle due opposte fazioni, come per un tacito accordo, hanno alzato le mani lasciado cadere a terra le armi: il segno che la battaglia era finita. Tutti a casa.  I poliziotti feriti sono stati accompagnati all'ospedale. Tutte le "armi" abbandonate a terra sono state sequestrate. Sono in corso le indagini per arrivare - grazie anche alle riprese delle telecamere disorveglianza - all'identificazione degli aggressori.

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