Il dolore
Niente accorpamenti allo Scientifico
Marta Quilici
L'annuncio del provveditore e la soddisfazione di genitori e studenti
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PISTOIA. «Niente accorpamenti. Al liceo scientifico il prossimo anno rimarranno sette terze e sette quarte». Per i genitori e gli studenti del liceo scientifico, quelle pronunciate ieri mattina dal provveditore agli studi Francesco Mauro sono parole che hanno il sapore della vittoria. Da settimane genitori, studenti, e molti professori del liceo protestavano contro il rischio accorpamenti: in seguito alle nuove disposizioni del Ministero dell'istruzione il prossimo anno doveva essere ridotto da sette a sei il numero delle future terze e quarte, dando vita a classi di trenta studenti ciascuna, con l'accorpamento anche di indirizzi diversi. Per le quarte il rischio era già rientrato una decina di giorni fa, ma il pericolo rimaneva per le terze. Così alle 9,30 di ieri un corteo di un centinaio di genitori e ragazzi è partito dal cortile del liceo e, sfilando a piedi lungo il viale Adua, ha raggiunto gli uffici del provveditorato, in via Mabellini. Obbiettivo: consegnare al provveditore Mauro un documento sottoscritto da 170 genitori e studenti maggiorenni che contestava le disposizioni ministeriali e i conseguenti accorpamenti. «Per garantire la continuità didattica delle tre classi del Pni e delle altrettante classi dell'indirizzo artistico-letterario-filosofico - ha spiegato a genitori e studenti il provveditore Francesco Mauro - e per evitare problematici accorpamenti tra indirizzi diversi, le sezioni del liceo scientifico rimarranno sette anche il prossimo anno, sia per le future classi quarte, come già era stato annunciato, sia per le future terze». Quando la delegazione di genitori e studenti è uscita dall'ufficio del provveditore e ha comunicato al resto del corteo la bella notizia, tra i corridoi del provveditorato si è sollevato un vero e proprio grido di vittoria. La situazione del liceo scientifico, infatti, era molto delicata: le sette sezioni delle attuali seconde comprendono tre classi a indirizzo Pni (informatico), altrettante Alf e una a indirizzo tradizionale che non sarebbe stato coinvolta dagli accorpamenti. Le altre sei, invece, sarebbero dovute diventare cinque terze per garantire il numero minimo di 22 studenti per classe. Questo, però, avrebbe significato stravolgere gli indirizzi, creare classi di 30 studenti e divise al loro interno tra due distinti piani di studio. «Per raggiungere il numero di 22 studenti per classe - ha spiegato Mauro - mancherebbero 5 ragazzi. Bisogna ancora assistere all'esito degli scrutini, ma dico già da ora che le classi saranno lasciate invariate proprio per mantenere la qualità didattica». «Siamo soddisfatti - ha spiegato Federico Anzuini, rappresentante dei genitori in consiglio di istituto - che il bene della didattica sia venuto prima dei tagli». «Io sono mamma di due gemelli - riprende Giuliana Vitale - che frequentano una seconda Alf e una seconda Pni, entrambe a rischio accorpamenti. Siamo alla terza riforma della scuola che punta al risparmio piuttosto che al miglioramento della didattica. Non è lungimirante tagliare sulle generazioni che faranno il futuro del paese». «Mia figlia è in 2ºG, in classe sono 26 - aggiunge Cristina Falciani - e già fanno fatica a finire i programmi: in 30 sarebbe stato un incubo». «Siamo contenti - conferma Matteo Pacini, rappresentante di istituto - non solo perché viene mantenuto il nucleo-classe, ma per la continuità degli indirizzi». «È positivo - aggiunge Francesco Pelagalli, 2ºC - che il provveditore sia stato sensibile alle nostre richieste e ci abbia dato una risposta immediata. Non ce l'aspettavamo».
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