Sicurezza
Cinque lezioni per l'integrazione
Saverio Melegari
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Immigrati tunisini partecipano a uno spettacolo Saperne di più facilità l'accoglienza degli immigrati
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PISTOIA. Fornire i giusti strumenti di informazione, formazione e aggregazione agli stranieri che decidono di vivere in città. È con questi obiettivi che nasce "La Teiera", il primo numero di un giornalino realizzato in collaborazione fra l'assessorato ai servizi sociali del Comune, la cooperativa Pantagruel ed il Centro interculturale di via dei Macelli, per spiegare ai migranti come muoversi in un paese nuovo. Cinque incontri previsti. Si parte domani, dalle 15 alle 18, alle Fornaci con Clara Silva che parlerà di "Metodologia dell'intervento educativo interculturale" e si proseguirà mercoledì prossimo con Massimiliano Vrenna per approfondire le tematiche giuridiche e legali. Il clou sarà venerdì 17: dalle 9 alle 13 davanti alla chiesa di San Giovanni, in collaborazione con "I piloti del caos", sarà allestito un gazebo per distribuire materiale informativo, mentre al pomeriggio in piazza della Sapienza l'assessore Paolo Lattari interverrà su "Comunità, diritti di cittadinanza ed inclusione sociale" con la consegna degli attestati ai frequentatori dei corsi di lingua e cultura italiana, il tutto accompagnato dalla musica del trio Malibra. Infine, lunedì 20 l'ultimo incontro in via dei Macelli con Giuseppe Faso, esperto di antropologia culturale e mediazione linguistica. «Sono appuntamenti - spiega l'assessore comunale alle politiche sociali, Paolo Roberto Lattari - che creano stimoli per la crescita del territorio e servono per capire come si vive in queste realtà senza farsi distrarre da quello che ci raccontano, a livello nazionale, i maggiori mass media. Un esempiolampante è la presenza dei profughi a Spazzavento dove c'è una notevole integrazione con gli abitanti». C'è da lavorare ancora tanto, però, per arrivare ad un giusto equilibrio. «Vogliamo dedicare questo mese di appuntamenti - sottolinea Ezio Menchi, resposabile del Centro interculturale - al principio dell'accoglienza positiva, perché tutti quelli che arrivano in città possano godere degli stessi diritti e doveri di chi già ci vive».
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