Italia
Bagarre in consiglio comunale per il via libera alla variante al regolamento urbanistico
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Una veduta della piana montalese Interventi realizzati in modo separato per sbloccare il blocco edilizio Il sindaco Scatragli: «I volumi non cambiano, aumentano solo le superfici»
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MONTALE. Approvata la variante al regolamento urbanistico montalese. Progetto Comune e Decidi anche tu hanno votato contro, mentre il centrosinistra si è astenuto. Dopo il vaglio avvenuto martedì sera in consiglio comunale, con tanto di bagarre tra le forze politiche, si passa alle osservazioni. I cittadini e gli operatori economici del territorio hanno quarantacinque giorni di tempo per esprimersi sulle modifiche introdotte. Con la variazione appena votata, l'amministrazione, coadiuvata dai professionisti di "Montale 2011", ha reso facoltativo il meccanismo dell'intervento coordinato, azione che, tuttavia, resta incentivata sul piano delle capacità edificatorie. La variante, incentrata sulle aree di trasformazione, semplifica il sistema perequativo (costruzioni private in cambio di opere pubbliche) e individua percorsi alternativi all'iniziativa d'insieme dei privati, slegando gli interventi. La previsione di un'area verde in centro nel regolamento urbanistico vigente, approvato appena due anni fa, è connessa alla trasformazione delle aree industriali di via I maggio e via Risorgimento. Un iter troppo complicato secondo la giunta Scatragli. La variante consentirà quindi di realizzare gli interventi (nelle due aree di trasformazione e in quella a verde pubblico) separatamente. Stessa cosa per Stazione. L'area Nord, che resta vincolata alla realizzazione della cassa d'espansione, viene liberata da quella a Sud (del cementificio). L'obiettivo è di sbloccare gli interventi dei privati - e di conseguenza quelli pubblici - ormai fermi da qualche anno. Nella stessa relazione dei tecnici, elaborata in vista della variazione, il blocco edilizio è comunque imputato alla crisi economica in atto e alla negativa congiuntura immobiliare più che al regolamento urbanistico vigente. Inoltre, nella stessa relazione, viene considerato ancora valido lo studio Pallini sulla crescita demografica montalese. «Quale vantaggio ha la comunità con questa variante, visto anche che le stesse indagini riprese dai tecnici non mostrano alcuna esigenza impellente di modifica? L'edificazione si configura, nella variante, come occupazione di nuovi territori verdi, e questo non ci convince oltre a ledere l'articolo 76 del piano strutturale» dice Nincheri, capogruppo di Progetto Comune. Logli, del centrosinistra, chiede che la monetizzazione entrante dagli interventi privati sulle aree verdi sia destinata, con un vincolo di spesa, al verde pubblico. Il vicino di banco, Monteforte (centrosinistra), attacca: «Questa variante serve all'amministrazione solo per pagare le cambiali politiche della campagna elettorale». Il sindaco Scatragli, precisando che la variazione non modifica i volumi ma amplia il perimetro delle aree in cui si può costruire, dice: «Da settembre 2009 abbiamo già avuto 3 ricorsi al Tar sul vigente regolamento urbanistico per le aree di riqualificazione». «Il gruppo del Pd - si sfoga infine Avvanzo, assessore esterno all'urbanistica - in commissione non ha aperto bocca e ora solleva tutto questo. Dov'è la politica?».
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