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A Lucciano la cerimonia funebre del conte
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La fattoria Spalletti a Lucciano Venceslao Spalletti è morto a Roma due giorni fa all'età di 98 anni
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QUARRATA. È stata celebrata ieri mattina alle 11 a Lucciano la cerimonia funebre del conte Venceslao Spalletti, morto due giorni fa a Roma all'età di 98 anni. Venceslao Spalletti era il proprietario dell'omonima fattoria di Lucciano e il nipote dell'amata Gabriella Rasponi Spalletti, la contessa femminista che dette lavoro a centinaia di ricamatrici quarratine. Lascia la moglie Angela Del Drago Spalletti e quattro figli. Risiedendo prevalentemente a Roma, l'ultima generazione degli Spalletti non era molto conosciuta a Quarrata. La famiglia, però, ha lasciato traccia nella storia del comune e in particolare in quella della frazione di Lucciano: quella degli Spalletti è una ex famiglia nobiliare originaria del Canton Ticino, in Svizzera, dove nel Cinquecento i loro avi esercitavano l'arte della seta. Nel Settecento si trasferiscono a Reggio Emilia. Nel 1889 il conte Venceslao I acquista una vasta tenuta sul Montalbano che oggi ospita la Fattoria Spalletti che produce 1600 quintali e 212.000 bottiglie di vino l'anno e 220 quintali di olio. La fattoria ha una tenuta di 260 ettari di cui 31 ettari coltivati a vigneto e 53 a uliveto. Nella memoria storica della città è ancora impresso soprattutto il ricordo della nonna del defunto Venceslao, la contessa Gabriella Rasponi Spalletti: presidente dal 1903 e fino alla sua morte, nel 1931, del Consiglio nazionale delle donne italiane, organizzando, nel 1908, a Roma, dal 23 al 30 aprile, il primo congresso nazionale delle donne italiane. Si batté per la laicità della scuola e il suffragio universale. Ma a Quarrata, e in particolare a Lucciano, è ricordataper aver dato vita alla scuola di filet che in poco tempo riuscì a dare un lavoro alle donne e a risollevarle dalla miseria. «Quando arrivò nelle campagne quarratine - raccontava un anno fa la moglie del defunto Venceslao Spalletti - la nonna di mio marito rimase colpita dalle condizioni di miseria in cui versavano le famiglie. Per questo insegnò alle contadine a ricamare: un'attività che permetteva di guadagnare, senza lasciare le proprie case». Nel 1912 il laboratorio fu trasformato in una vera e propria cooperativa, la "Scuola di modano e ricamo Contessa Spalletti, Lucciano-Quarrata". Nel 1924 la società contava addirittura 450 socie. M.Q.
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