Attenzione
Sequestrata dalla Polstrada un'altra officina abusiva
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PISTOIA. Ad insospettire i poliziotti sono state le auto parcheggiate nel piazzale di quell'anonimo capannone al limitare del centro cittadino. E il loro istinto non li ha traditi. All'interno della struttura, gli uomini della sezione di pg della Polstrada hanno trovato un'autofficina con attrezzature per decine di migliaia di euro. Apparentemente, tutto il necessario per garantire prestazioni professionali di prima qualità, ma nella realtà tutto totalmente abusivo e privo di qualsiasi requisito amministrativo e di sicurezza.
Continua a dare frutti la lotta all'abusivismo da parte della squadra di polizia giudiziaria della Stradale di Pistoia, diretta dal vicequestore Rita Palladino. A nemmeno due settimane dall'ultimo caso, i poliziotti hanno posto sotto sequestro un'altra autofficina completamente abusiva, stavolta scoperta al confine tra il centro cittadino e la zona industriale di Sant'Agostino. A portare avanti, da solo, l'attività nel capannone - preso in affitto - era, da un paio d'anni, un pistoiese di trent'anni, che in passato aveva lavorato come dipendente in alcune officine cittadine e che aveva deciso di mettersi in proprio, acquistando tra l'altro costose attrezzature.
Rispetto a quello scoperto un paio di settimane fa (era gestito da un giovane albanese), il capannone in questione era un po' più defilato e l'attività veniva svolta non così alla luce del sole. Come detto, i poliziotti sono stati attratti dalle "troppe" auto, tra le quali anche alcune di grossa cilindrata, parcheggiate nel piazzale. Evidentemente, il trentenne pistoiese, grazie ai favorevoli prezzi praticati, era riuscito a garantirsi numerosi clienti, alcuni anche con discrete possibilità economiche, visto che tra i tanti veicoli trovati al momento del controllo all'interno dell'officina c'erano anche Porsche, Smart, maxy scooter e auto d'epoca.
Per il titolare è scattato immediatamente - oltre che una sanzione da 5.000 neuro - il sequestro amministrativo delle attrezzature e del materiale presenti all'interno del capannone, per un valore di decine di migliaia di euro. Attrezzature che, a meno di improbabili esiti di eventuali ricorsi, verranno definitivamente confiscate dallo Stato. Una sanzione rischiano anche i proprietari delle auto trovate nell'officina: al momento di chiedere una prestazione il cliente deve sempre accertarsi della regolarità dell'attività.
Continua a dare frutti la lotta all'abusivismo da parte della squadra di polizia giudiziaria della Stradale di Pistoia, diretta dal vicequestore Rita Palladino. A nemmeno due settimane dall'ultimo caso, i poliziotti hanno posto sotto sequestro un'altra autofficina completamente abusiva, stavolta scoperta al confine tra il centro cittadino e la zona industriale di Sant'Agostino. A portare avanti, da solo, l'attività nel capannone - preso in affitto - era, da un paio d'anni, un pistoiese di trent'anni, che in passato aveva lavorato come dipendente in alcune officine cittadine e che aveva deciso di mettersi in proprio, acquistando tra l'altro costose attrezzature.
Rispetto a quello scoperto un paio di settimane fa (era gestito da un giovane albanese), il capannone in questione era un po' più defilato e l'attività veniva svolta non così alla luce del sole. Come detto, i poliziotti sono stati attratti dalle "troppe" auto, tra le quali anche alcune di grossa cilindrata, parcheggiate nel piazzale. Evidentemente, il trentenne pistoiese, grazie ai favorevoli prezzi praticati, era riuscito a garantirsi numerosi clienti, alcuni anche con discrete possibilità economiche, visto che tra i tanti veicoli trovati al momento del controllo all'interno dell'officina c'erano anche Porsche, Smart, maxy scooter e auto d'epoca.
Per il titolare è scattato immediatamente - oltre che una sanzione da 5.000 neuro - il sequestro amministrativo delle attrezzature e del materiale presenti all'interno del capannone, per un valore di decine di migliaia di euro. Attrezzature che, a meno di improbabili esiti di eventuali ricorsi, verranno definitivamente confiscate dallo Stato. Una sanzione rischiano anche i proprietari delle auto trovate nell'officina: al momento di chiedere una prestazione il cliente deve sempre accertarsi della regolarità dell'attività.
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