Il Tirreno

Pistoia

Salta la vacanza a Cuba: risarciti

Francesco Albonetti
Samuele il vivaista che ha vinto la causa
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Samuele il vivaista che ha vinto la causa

L'odissea di una giovane coppia, riconosciuto anche il danno morale

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 PISTOIA. La magica atmosfera cubana devono ancora assaporarla. Ma almeno hanno ottenuto la soddisfazione di vedersi riconosciuto il rimborso per quel viaggio saltato. Non solo: il giudice di pace di Pistoia ha riconosciuto anche il danno morale per la vacanza che non c'è stata. Protagonisti dell'odissea a lieto fine, Samuele e Silvia, una giovane coppia pistoiese.  Una sentenza, quella pronunciata nei giorni scorsi dal giudice di pace Ilaria Bagnoli, ritenuta «un'importante precedente» dagli avvocati Alessandro Fagni e Ilaria Valentini e dalla Confconsumatori, proprio perché riconosce, oltre al rimborso dei due voli aerei annullati e del pernottamento all'Avana, anche quelle per il vitto e l'alloggio per il tempo trascorso negli aeroporti di Bologna e Malpensa e, dulcis in fundo, il "ristoro del danno non patrimoniale" per non aver potuto godere di un'occasione di svago e riposo da tempo programmata.  «Ci hanno riconosciuto 500 euro a testa per il danno morale - dice Samuele, che lavora come vivaista alle porte della città - e complessivamente una cifra che si aggira intorno ai 1800-1900 euro. Ma abbiamo voluto andare fino in fondo per ottenere tutto questo e non era facile».  Il racconto di Samuele, che per ragioni di privacy preferisce non rivelare il cognome, inizia il 21 dicembre del 2009, quando la coppia si recò all'aeroporto di Bologna in auto per prendere l'aereo della compagnia Blu Panorama diretto all'Avana, Cuba. Durata del soggiorno, quindici giorni a cavallo delle ferie natalizie. Costo del volo andata e ritorno: 1.350 euro per due persone. Pieno inverno e che inverno: proprio in quei giorni mezza Italia era paralizzata dalla neve. «Vero, però a Bologna non nevicava e la pista era libera - racconta il giovane vivaista -. Il vero problema è che non avevano il liquido antigelo per le ali. Così, dopo il check-in ci hanno messo sopra un pullman senza tante spiegazioni diretti a Milano Malpensa, insieme ad altre circa duecento persone. Siamo partiti alle 15 da Bologna e arrivati alle 22,40 all'areoporto di Malpensa, quello sì bloccato per la neve».  Ma è solo la prima parte dell'odissea. «Dopo quaranta minuti - prosegue Samuele - un incaricato della compagnia ci ha offerto dei buoni per la colazione del giorno dopo. Ci hanno detto solo che l'aereo non partiva, con una vaga promessa che il volo sarebbe partito il giorno dopo. Così, la prima notte l'abbiamo trascorsa in aeroporto e così quasi tutto il resto della giornata. Finalmente, alle 17 ci hanno caricati sull'aereo che, dopo un girettino sulla pista, è tornato indietro e si è fermato definitivamente: corsa annullata. A quel punto, la compagnia ci ha fornito un albergo per dormire la notte e la colazione della mattina successiva. Quindi il 23, dopo due giorni senza un pasto caldo né una doccia, ci hanno rimessi sul pullman diretto a Bologna, da dove abbiamo ripreso la strada per Pistoia con nostri mezzi».  Samuele e Silvia si sono rivolti all'avvocato Fagni ed è scaturito il ricorso al giudice di pace contro il tour operator che ha organizzato il viaggio, la Space Tour di Livorno. «Sembrava ci restituissero solo l'80% dei soldi spesi, ma a me non stava bene e così abbiamo deciso di andare fino in fondo».

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