Il Tirreno

Pistoia

Le ricette del Tea Party Italia esposte in un incontro alla biblioteca Marcesini

Liberalizzazione per guarire dalla crisi

Da sinistra, Eugenio Giusti, Luca Benesperi e Carlo Lottieri
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Da sinistra, Eugenio Giusti, Luca Benesperi e Carlo Lottieri

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 AGLIANA. Buon successo di pubblico per il primo incontro organizzato lunedì sera dal Tea Party Italia alla biblioteca Marcesini di Agliana. L'imprenditore locale Eugenio Giusti, il consigliere comunale del Pdl Luca Benesperi e il professor Carlo Lottieri, docente di Dottrina dello Stato all'università di Siena, hanno animato il dibattito "Liberali nella crisi - dieci riforme a costo zero".  Il movimento del Tea Party, coordinato a livello nazionale da David Mazzerelli, propone una visione economica e politica liberale, dove siano i privati, e non lo Stato, a farla da padrone, forti del credo "meno tasse, più libertà". «Bisogna cominciare a parlare apertamente di certe tematiche - afferma il consigliere Pdl Luca Benesperi - Rompere il silenzio intorno a noi, dando la parola anche al mondo imprenditoriale, che, generalmente, preferisce invece stare lontano dalla ribalta mediatica».  A rappresentare l'imprenditorialità locale è stato Eugenio Giusti, che ha portato la sua esperienza diretta offrendo spunti di riflessione per gli approfondimenti del professor Lottieri: «Uno dei pretesti che i conservatori di tutti i partiti chiamano in causa per non realizzare le riforme è che non ci sono soldi a sufficienza - spiega Lottieri - In realtà si posso attuare tanti provvedimenti, a costo zero, per venire incontro a famiglie e lavoratori: privatizzare le imprese pubbliche, abolire ogni ostacolo al lavoro, liberalizzare i metodi alternativi di risoluzione delle controversie, solo per dirne tre».  Si è parlato anche di quanto il peso della burocrazia e l'alto costo della manodopera, sommato all'alta pressione fiscale, influiscano negativamente sulla realtà produttiva: «I rapporti di forza in Italia tra chi paga le tasse e chi le riceve è sballato - afferma Lottieri - Pensiamo al settore pubblico, ai servizi di Poste Italiane, Ferrovie dello Stato o Rai: offrono servizi modesti a costi alti. Si deve privatizzare per regolare un mercato che non può dirsi tale se alcune aziende possono contare su aiuti pubblici e continuare a prosperare, mentre altre, invece, se vanno male chiudono. Bisogna avere il coraggio di andare contro questi interessi parassitari, reagire per cambiare la cultura dell'Italia: il Tea Party, sulla scia della lezione americana, può essere utile allo scopo». L.G.

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