Il Tirreno

Pistoia

Richiamati all’ordine dal presidente Vettori

Scatta il blitz degli attivisti Bandiere azzurre in aula

Gli attivisti referendari nell’aula consiliare A sinistra l’intervento di Andrea Fusari (Verdi)
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Gli attivisti referendari nell’aula consiliare A sinistra l’intervento di Andrea Fusari (Verdi)

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 PISTOIA. I sostenitori dei referendum per l'acqua bene comune hanno vivacizzato - ieri pomeriggio - la seduta del consiglio comunale.  Una decina di attivisti pistoiesi è entrata in sala consiliare "appendendo" le proprie bandiere per il sì ai referendum del 12-13 giugno sulla balaustra metallica che divide lo spazio riservato ai consiglieri da quello per il pubblico.  Richiamati prontamente all'ordine dal presidente del consiglio comunale Marco Vettori, gli attivisti hanno ritirato le bandiere drappeggiandosele addosso a mò di scialli e continuando a seguire i lavori del consiglio.  Un atteggiamento che ha suscitato le ire di Giuliano Guiducci (Pd), il quale pur ribadendo la propria intenzione di votare "sì" ai referendum, ha bollato la presenza degli attivisti come poco rispettosa per la democrazia del consiglio. Vettori è tornato a chiedere l'eliminazione delle bandiere ma ha anche aggiunto che non era sua intenzione «andare a chiamare i carabinieri». Anche il capogruppo Pd Mazzieri ha predicato moderazione. «Non si può puntare l'indice verso chi va a votare in modo difforme».  Al di là di queste scaramucce, il tema dei referendum sull'acqua ha fatto capolino nelle dichiarazioni dei consiglieri comunali. Ha cominciato il verde Andrea Fusari, polemizzando con Berti. «Da una parte cavalca i referendum - ha detto Fusari - dall'altra tutela le società pubbliche di servizi». Ovvio riferimento alle parole con cui il sindaco Renzo Berti aveva annunciato - sul "Tirreno" di domenica - la propria volontà di non votare a favore del secondo referendum sull'acqua, quello sulla remunerazione garantita del capitale investito.  «Siamo sempre stati - ha rincarato Alessio Bartolomei, del Fli - per la separazione tra gestione dei servizi e attività di indirizzo e controllo. Oggi invece i sindaci, proprietari delle aziende che gestiscono i servizi, le difendono e le usano per assunzioni clientelari». F.Cl.

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