Il Tirreno

Pistoia

Più di 350 arresti nell'ultimo anno

Il colonnello Fabrizio Volpe passa in rassegna il reparto Sotto i carabinieri in alta uniforme
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Il colonnello Fabrizio Volpe passa in rassegna il reparto Sotto i carabinieri in alta uniforme

Il colonnello Volpe: «Coraggio e sacrificio guida di tutti i carabinieri»

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 PISTOIA. Più di 10mila delitti perseguiti, 228 arresti in flagranza, altri 126 su ordine dell'autorità giudiziaria. E, ancoram 1.827 denunce a piede libero. Questi alcuni dei numeri con cui ieri i carabinieri pistoiesei hanno celebrato il 197º anniversario della fondazione dell'Arma.  Nel bilancio dell'attività portata avanti in provincia nei dodici mesi appena trascorsi, anche il gran numero di pattuglie effettuate (21.164), le oltre 60mila persone e i quasi 25mila automezzi sottoposti a controllo, i 764 servizi di ordine pubblico effettuati e i 343 servizi di accompagnamento portati a termine. Sono state infine 9.114 le volte che i cittadini hanno telefonato al 112 per chiedere aiuto ai carabinieri.  I numeri sono stati resi noti ieri mattina nel corso delle celebrazioni organizzate al comando provinciale di viale Italia. Una festa - che gli scrosci di pioggia non sono riusciti a rovinare - accompagnata, quest'anno, dalle suggestive note della fanfara della Scuola marescialli e brigadieri di Firenze. Schierati nel piazzale, i plotoni dei carabinieri pistoiesi - uno anche nella spettacolare grande uniforme - sono stati passati in rassegna dal comandante provinciale, il colonnello Fabrizio Volpe. Ma prima, tutto il reparto in armi - comandato dal tenente Fabio Rosati - ha reso omaggio, al loro ingresso, ai gonfaloni della Provincia e dei Comuni pistoiesi e ai labari e ai medaglieri dele associazioni combattentistiche. Onori anche alla medaglia d'oro al valor militare concessa al Battaglione universitario toscano, di cui facevano parte anche professori e studenti Pistoiesi (6 i caduti), che combatté contro gli austriaci a Curtatone e Montanara il 29 maggio 1848.  «La sua presenza - ha spiegato ai presenti il colonnello Volpe, riferendosi al labaro del battaglione universitario - non è legata soltanto alla partecipazione, alla battaglia, di volontari, professori e universitari pistoiesi, ma ai significati più profondi di quel glorioso episodio: il coraggio e il sacrificio».  Il colonnello Volpe ha sottolineato come coraggio e sacrificio siano stati il filo conduttore dell'Unità d'Italia, di cui, quest'anno, ricorre il 150º anniversario. E continuano ad essere le stelle guida di ogni carabiniere, quotidianamente.  «Fare il proprio dovere significa fare ben di più di ciò che semplicemente compete. Forse qualcuno ritiene che un carabiniere interromperà un pedinamento perché non sa se il suo lavoro straordinario sarà retribuito? C'é solo un superiore interesse: quello dello Stato».  Adempiere a questo compito, significa - ha spiegato il comandante Volpe - avere coraggio, con la consapevolezza del sacrificio richiesto.  «Se anche l'Arma ha compiuto il proprio dovere in questa provincia - ha concluso il comandante Volpe - è giudizio che spetta ai cittadini. Non sono le nostre statistiche, né i risultati numerici che vengonno gratificati con la considerazione degli italiani».

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