Il Tirreno

Pistoia

IL CASO

La lunga attesa di una disabile portata dai servizi sociali

La lunga attesa
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La lunga attesa

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 PISTOIA. Storie di ordinari disservizi che si accaniscono sui più deboli, ed anche di grande umanità. Fuori dal loggiato delle Poste centrali c'è una macchina dei servizi sociali della Misericordia. «Sono venuto a portare una donna con problemi di deambulazione - dice l'autista -. E' già da un po' di tempo che aspetto. Questo ritardo delle Poste mi mette comunque in difficoltà: ce l'ho portata e la devo riportare, non posso certo lasciarla lì». La donna esce dall'ufficio zoppicando, ha un numero molto alto e prima di lei devono passare almeno trenta utenti. Il sistema però si è bloccato nuovamente: non se ne cava le gambe. «Torno dall'ospedale dove mi sono fatta un piccolo intervento. Speravo di poter sbrigare alcune operazioni importanti alle Poste e mi ha aiutato la Misericordia. Abito in Valdibrana e a piedi non ce la faccio a raggiungere l'autobus. Oltretutto sono in malattia. Dio mio, non verrà proprio adesso la visita fiscale». La donna dice all'autista dei servizi sociali di andarsene, in qualche modo si sarebbe arrangiata: «Non mi aspetti, qui si va per le lunghe». Storie di ordinari disservizi ed anche di grande umanità. Sempre sotto il loggiato, mentre infuria un acquazzone, c'è un giovane di colore in bicicletta. Un signore esce dalle Poste: «Abbi pazienza è ancora tutto bloccato», dice rivolgendosi al giovane. Ha in mano dei documenti e un bollettino da pagare: «E' dalle 9 che aspetto, quel ragazzo ha bisogno del passaporto. Ci si fa in quattro per gli altri ma se i servizi funzionassero per bene».

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