Il Tirreno

Pistoia

La rivolta di San Bartolomeo

Marta Quilici
La rivolta di San Bartolomeo

I residenti non vogliono il parcheggio interrato che sarà costruito dietro la chiesa

3 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. 350 posti auto, tre piani sottoterra, sopra un giardino, ma intorno solo case e finestre che dovranno sopportare mesi di lavori, scavi, passaggi di camion pieni di terra e catrame. Il Comune ha previsto la realizzazione di un maxi parcheggio nel cortile della Curia dietro la chiesa di San Bartolomeo. Sul prato, però, si affaccia un'intera facciata di finestre del liceo artistico, un lato del Centro Donna, un laboratorio, decine di abitazioni private e ben 15 alloggi popolari, gran parte dei quali hanno un'unica finestra e proprio sul cortile in questione.  Sono proprio gli abitanti degli appartamenti popolari ad alzare la protesta contro la costruzione del parcheggio. Hanno presentato una petizione e raccolto le firme. Domani andranno a chiedere un appuntamento con il sindaco.  Il via vai dei camion durante il cantiere, le ruspe che scaveranno per togliere il terreno, il polverone che si innalzerà per mesi e mesi sotto le loro finestre, i macchinari che porteranno catrame e asfalto: «Io ho una sola finestra - spiega Anna Makhitarova - che illumina tutta la casa e che dà proprio su quel cortile. Quando ci saranno i lavori dovrò tenerla chiusa e come farò allora?».  Anna non è la sola, anche Luigi Carras è nella stessa situazione: «Sono sette anni che vivo qui con la mia famiglia - spiega -, da assegnatario e la mia finestra si affaccia sul cortile». Lo stesso vale per Ivano Tolian.  «Tutti i 15 appartamenti di questo complesso - spiega Antonio Ginetti- hanno le finestre sul cortile e sono molti quelli che ne hanno solo una. Per fare un parcheggio di tre piani sotto terra dovranno scavare anche 15 metri in profondità. Questo significa centinaia di camion di terra che passeranno sotto le nostre finestre e quelle di tutto il quartiere. C'è poi il problema dell'acqua: l'hanno trovata a due metri e mezzo di profondità. Il palazzo in cui abitiamo, inoltre, è un ex monastero degli anni Mille: con un buco profondo dieci metri accanto, reggerà?».  E ancora: «Mio marito lavora di notte - spiega Nadia Caporali- e il giorno si riposa: come farà a dormire con i macchinari a lavoro tutti i giorni per dei mesi?».  Ma il problema non è solo il cantiere: anche a cose fatte, per i residenti, la situazione non migliorerebbe, con il continuo passaggio di automobili nelle piccole stradine del quartiere per accedere al parcheggio sotterraneo. «Hanno messo i paletti in via Baroni - spiega Annarita Billi- per non farci parcheggiare le auto, anche se lì non davano noia a nessuno. Invece di fare qualcosa in questo quartiere per gli anziani o per i giovani, pensano alle automobili. Ma non c'è il parcheggio dell'ospedale? Non potrebbero farci lì un piano sopraelevato? Perché devono farlo qui, dentro a un cortile, in mezzo alle case. E poi fanno le settimane ecologiche in centro: ma non è contraddittorio?».  Come molte altre persone che abitano al numero 6 di piazza San Bartolomeo, anche Gaetana Galliano vive in quella casa ormai da 20 anni: «Mi devono spiegare come faremo a vivere senza poter aprire nessuna finestra di casa».  La protesta è partita dai residenti assegnatari delle case popolari, ma trova adesione anche in altri abitanti del quartiere: «Noi siamo contrari a qualunque iniziativa che porti traffico in piazza San Bartolomeo - spiega Giuseppe Bigoni del comitato Libera officina Primo Maggio -. Crediamo che nel quartiere ci sia bisogno di altro. La nostra richiesta di mettere una fontanella in piazza san Bartolomeo ne è un esempio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web