Il Tirreno

Pistoia

Solidarietà e rabbia tra i fedeli

I parrocchiani lavano via le scritte offensive dai muri della chiesa
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I parrocchiani lavano via le scritte offensive dai muri della chiesa

«E' gente che non sa cosa fu il nazismo»

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 AGLIANA. Tra i fedeli c'è incredulità per il gesto compiuto contro il parroco, e la condanna è unanime. «Si tratta di un fatto increscioso - commentano alcuni parrocchiani davanti alla chiesa - Un gesto totalmente da condannare, queste non sono critiche ma offese razziste e gratuite che qualificano in negativo soltanto gli autori. Si tratta sicuramente del gesto di qualche mitomane, di persone davvero piccole che si sentono "grandi" se protetti dall'anonimato».  «E' gente che non sa nemmeno cos'è stato il nazismo - evidenzia un anziano parrocchiano - altrimenti non avrebbero potuto scrivere, oltre alle offese al nostro parroco, frasi deliranti che inneggiano ad Adolf Hitler. In tutti noi c'è delusione nel constatare che esistono ancora persone che, con il pretesto di attaccare un sacerdote straniero, danno sfogo alla propria frustrazione con gesti che offendono, in primis, la loro intelligenza».  «Stamani - concludono due signore visibilmente sorprese - non credevamo ai nostri occhi, la vista della nostra chiesa parrocchiale imbrattata di enormi scritte nere dal contenuto razzista e gravemente offensivo ci ha veramente ferito».  Solidarietà a don Anthony è stata espressa anche dall'amministrazione comunale, con in testa il sindaco Eleanna Ciampolini, dai sacerdoti del Vicariato e dal vescovo di Pistoia, Mansueto Bianchi. Aldo Tonioni, segretario del Partito democratico aglianese, ha condannato il gesto sottolineando come «oltre all'inciviltà non c'è stato rispetto di un luogo di culto. Diamo il pieno sostegno al parroco di Spedalino». M.B.

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