Il Tirreno

Pistoia

Scritte razziste contro il parroco indiano

B.F.-M.B.
Don Mennem Sopra alcune delle scritte sui muri della chiesa
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Don Mennem Sopra alcune delle scritte sui muri della chiesa

Imbrattati nella notte i muri della chiesa. Il sacerdote: «Non mi lascio intimidire»

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 AGLIANA. Vernice nera e ingiurie razziste contro don Antony Mennem. Svastiche, attacchi personali e offese xenofobe a coprire i muri della chiesa di Spedalino. Il parroco di via Don Milani, ieri mattina, si è risvegliato così. Intorno a mezzogiorno i parrocchiani erano già al lavoro per cancellare lo scempio. Dietro i colpi di spugna però, le lettere, formato gigante, resistono. Nonostante l'impegno sono ancora lì, ben visibili, a ricordare un attacco vile consumato di notte.  Su un muro si legge "Maometto style"; che di per sé, ovviamente, non ha alcuna valenza offensiva, anzi; ma che risulta incomprensibile nei confronti di un parroco cattolico.  Ma a scandalizzare sono ben altre scritte. Sulle pareti c'è di tutto. L'odio per gli ebrei, attacchi personali contro la macchina usata dal parroco e inni a Hitler. Ognuna è un colpo diretto sferrato al preposto della frazione aglianese. Lui, che è a Spedalino da dieci anni e mai e poi mai avrebbe pensato, un giorno, di poter esser bersaglio del più gretto razzismo, ha già fatto denuncia ai Carabinieri.  «Non può essere una ragazzata» mormorano i fedeli, stretti tutti intorno a don Antony.  Il parroco, invece, non la pensa affatto così, ma forse, il suo, è solo un tentativo per allontanare l'amaro gesto e passare oltre. «Per la chiesa - dice - non esiste prete straniero: siamo preti, e basta». Indiano di nascita ma, ormai, cittadino italiano a tutti gli effetti, don Antony è il primo a sentirsi sulle spalle il peso di quelle ingiurie: «Sono indirizzate a me» spiega. Di precedenti, assicura, non ce ne sono. «Questa è una zona tranquillissima. Sono qui da un decennio e i rapporti con la cittadina si sono sempre basati sul rispetto e la stima».  A dimostrarlo sono proprio quei parrocchiani che, in un caldo sabato mattina, non ci hanno pensato due volte a tirarsi su le maniche e a cancellare la vernice. Cencio alla mano e pompa dell'acqua, strofinano i muri della propria parrocchia, lettera dopo lettera. Il nero diventa bianco e sulle pareti imbrattate resta l'alone delle ingiurie.  «Si vergognano» dice il parroco sui fedeli, come del resto un pò tutti i cittadini alzando lo sguardo di fronte a quelle scritte. «Da stamani (ieri, ndr) sono qui a pulire, a dare un aiuto». Dopo il pranzo si riparte. Gli autori del gesto restano per ora ignoti.  «Hanno agito di notte e, qui, non c'è alcun sistema di videosorveglianza» spiega il prete. «Nessuno - continua - si è accorto di nulla fino a questa mattina (ieri, ndr) quando, io stesso, ho visto le scritte sul muro».  Dalla facciata principale - quella che dà su via Don Milani - a quella laterale: i responsabili, muniti di bomboletta spray, non hanno risparmiato nemmeno un angolo della parrocchia. L'attacco personale non lascia spazio a troppi dubbi sulla provenienza dei vandali.  In mattinata erano giunti sul posto i carabinieri della Stazione di Agliana, per dare inizio alle indagini proprio allo scopo di individuare i responsabili del gesto. Si cercano anche testimoni che possano aver notato qualcuno aggirarsi nella notte nei pressi della chiesa.  «E' un episodio che si commenta da solo - prosegue don Anthony Mennem - è molto facile nascondersi dietro l'anonimato e compiere un simile gesto che non offende solo me ma tutta la comunità parrocchiale. Mi ha fatto, comunque, piacere che fin dalle prime ore del mattino tanti parrocchiani sono venuti ad esprimermi la loro solidarietà in seguito all'accaduto. Non mi faccio certo intimidire da atti del genere».

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