Sicurezza
Polveri sottili, sindaco sotto accusa
B.F.
Comitato anti-inceneritore: «Una beffa il piano per gli sforamenti»
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MONTALE. «Ancora mistificazioni dal sindaco Sabrina Sergio Gori sulle polveri sottili di Stazione». Il Comitato per la chiusura dell'inceneritore di Montale denuncia «l'ennesima beffa dell'amministrazione quarratina». Al centro della polemica, il disciplinare anti-pm10, con tanto di tavolo tecnico, approvato dalla giunta Gori a fine maggio. In pratica il documento impegna l'ente locale, d'intesa con i Comuni della Piana, Provincia, Arpat e Asl, a mettere in campo una serie di interventi contro le polveri sottili. In caso di sforamenti nelle emissioni poi, anche su Quarrata saranno attivate tutte quelle misure - come riscaldamenti bassi e divieto di bruciare sterpaglie - finora adottate solo nel Montalese (unico Comune con la centralina Arpat di rilevamento Pm10 sul proprio territorio). «I cittadini di Agliana, Montemurlo e Montale, ciclicamente esposti alle polveri sottili - tuonano dal comitato - vengono presi in giro da questa ulteriore pagliacciata "istituzionale"». La presentazione dell'iniziativa messa a segno dalla Gori, secondo il gruppo, sorvolerebbe in pieno, nonstante la correlazione tra emissioni dell'inceneritore e valori alti delle pm10 rintracciata dall'Asl, la questione termovalorizzatore. «Il sindaco prosegue tracotante e indefesso, ignorando ogni documento ufficiale (illuminante la relazione del professor Udisti nel progetto Patos della Regione Toscana). Ella rinnega il confronto critico con i cittadini, rilanciando un'iniziativa surrettizia, solo utile a distogliere l'attenzione dal vero e principale dei problemi, neppure accennato: l'inceneritore. Ancora il conflitto d'interessi (Quarrata è azionista di maggioranza del Cis, ndr) emerge invariabilmente». Il comitato intanto assicura la sua presenza «alla costituenda commissione».
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