Il Tirreno

Pistoia

Misericordia, rischio chiusura

Elisa Valentini
L’ambulanza della Misericordia di Popiglio e alcuni dei suoi volontari
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L’ambulanza della Misericordia di Popiglio e alcuni dei suoi volontari

Mancano soldi e volontari, a Popiglio scatta l'emergenza

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 POPIGLIO. «C'è l'ipotesi di chiusura della Misericordia». È l'argomento dell'assemblea straordinaria dei soci che si è tenuta giovedì pomeriggio nella sede delle ex scuole elementari. Un'espressione forte usata dal presidente della confraternita Roberto Fini, accusato da certi compaesani di fare «terrorismo politico». Critica che egli ha subito respinto, tracciando un quadro chiaro e realistico sullo stato della sessione di Popiglio. «Occorre far sentire ai soci, al paese, ai nostri dirigenti e istituzioni il polso della situazione, un polso che sta perdendo colpi e necessita sintesi e soluzioni prima che sia troppo tardi».  A fianco del presidente siedono i membri del Cda. Maurizio Grazzini - membro del magistrato di Misericordia Pistoia -, Cristiano Melani - presidente del Coordinamento Pistoia Soccorso -, Giovanni Beragnoli - responsabile formazione volontari Misericordia Pistoia, Claudio Gaggini - sindaco di Piteglio. E un pubblico di cittadini scarso che - a detta del numero uno della Misericordia di Popiglio - denota disinteresse per una situazione resa grave in particolare da tre questioni. «Anzitutto le difficoltà economiche. La razionalizzazione da parte della Asl ha ridotto il numero dei nostri servizi mensili da 70-90 del 2009 a 40-45 del 2011 con una perdita economica del 40-45%. Risorse non recuperabili con i servizi sociali a pagamento né con i contributi dei privati, sempre più scarsi. L'amministrazione che presiedo non intende accumulare debiti o scherzare con bilanci fasulli, dunque occorrono soluzioni concrete, altrimenti si chiude». Poi la seconda questione: lo scarso supporto delle istituzioni e del paese. «Non si può sempre batter cassa alla Misericordia madre. Chiediamo un maggior intervento dell'amministrazione comunale, magari con un fondo da destinare alle associazioni di volontariato sanitario e sociale. Ma anche il paese tutto deve riflettere sull'importanza della nostra attività e sostenerci con offerte e partecipazione alle iniziative di raccolta fondi». Infine il problema volontari. «Non c'è ricambio di giovani e il gruppo rimasto soffre, con difficoltà di turnazione e scarsa gratificazione. Il mio è un appello accorato: se manca chi opera concretamente,vengono meno tutte le aspettative e le certezze». Sostegno del paese all'associazionismo e volontariato sono le chiavi di volta proposte da Gaggini: «Come amministrazione non posso garantire più degli attuali contributi e di eventuali residui passivi da oneri di urbanizzazione. È una fase di incertezza economica e legislativa - dice il sindaco - ero fiducioso nella Società della salute che ha prodotto solo chiacchiere e liti di palazzo. Io e gli altri sindaci della montagna siamo coesi: se non otteniamo risposte concrete, usciremo dalla conferenza». Solidarietà espressa dai colleghi pistoiesi: Grazzini ribadisce il sostegno economico, Melani invita a non scoraggiarsi: «Una misericordia non si chiude, va sentita nel cuore, il buon samaritano è dentro di noi anche in casi di estrema difficoltà». Il pubblico dibatte e avanza timide proposte su aumenti e diversificazioni delle quote di tesseramento, Fini conclude: «Il Cda tirerà le fila mercoledì. Andremo avanti fino alla scadenza del mandato nel febbraio 2012. Poi spero di non essere io, storico fondatore nel 1969 e primo segretario della Misericordia di Popiglio, a chiudere il bandone dopo 42 anni».

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