Sicurezza
Dubbi sulla centrale Repower il Comitato vuole un'assemblea
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PISTOIA. Il Comitato di Bottegone-Badia-Agliana per la tutela della Salute e dell'Ambiente chiede un'assemblea pubblica al più presto sul progetto della centrale termoelettrica Repower che dovrebbe sorgere nell'ex stabilimento Radicifil. È iniziata la procedura di valutazione di impatto ambientale, che dovrebbe concludersi a settembre, ma il Comitato e la gente di Badia a Pacciana, Bottegone e dintorni non ha ricevuto la documentazione sul progetto. Di qui la richiesta pressante alla Provincia di convocare un incontro pubblico aperto a tutti «per riflettere sull'ipotesi dell'insediamento di una centrale termoelettrica a metano nell'area». Secondo il Comitato, infatti, dei punti da chiarire ci sono. In primis l'impatto della centrale, soprattutto in termini di polveri ultra-fini e di nano-particelle, quegli inquinanti che anche le tecnologie moderne fanno fatica a controllare. E poi c'è il fatto che il grosso impianto (140 Megawatt, costo di 90 milioni, ciminiere alte 40 metri) finirà per occupare, nel giro di 4 anni, al più una ventina dei 100 cassintegrati Radicifil. «Dov'è il vantaggio - si osserva - per l'insieme dei cassaintegrati Radicifil (all'inizio si diceva che sarebbero stati assunti anche quelli della Mas)? Dov'è il vantaggio per la popolazione?».
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