Il Tirreno

Pistoia

San Jacopo in Castellare un gioiello abbandonato all'incuria e al degrado

La chiesa di San Jacopo in Castellare vista dall’omonino sdrucciolo
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La chiesa di San Jacopo in Castellare vista dall’omonino sdrucciolo

Di recente il Comune è intervenuto per il crollo di una parte del tetto La chiesa è documentata nel 1131, all'interno ci sono pregevoli affreschi

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 PISTOIA. In Pistoia città ce ne sono diverse, ma San Jacopo in Castellare è, probabilmente, l'ex chiesa più emblematica della dimenticanza storica e del conseguente degrado. La sua importanza architettonica e storica è testimoniata pure dalla presenza di un paio di affreschi di bella fattura ma, anche recentemente l'edificio è stato oggetto di un intervento urgente da parte del Comune che ne è proprietario, per ripristino di porzione di tetto crollato.  Questa ex chiesa si trova dietro la biblioteca Forteguerriana, sullo sdrucciolo del Castellare che porta in via del Carmine, all'interno della prima cerchia di mura: uno sdrucciolo spesso in balia d'erbacce e vandali.  Soppressa con altri edifici di culto alla fine del XVIII secolo dei quali resistono ancora le malandate strutture e di cui le fonti mantengono il ricordo. Si legge in "Pistoia e il suo territorio" che San Jacopo in Castellare è, tra tutte queste la più nota proprio per le sue connessioni al culto iacopeo. È detta "in Castellare" perché edificata in una zona sopraelevata sulla quale insistevano le mura cittadine e dove esistevano fortificazioni del X secolo.  Documentata dal 1131, sostituì una precedente chiesa paleocristiana, come è apparso dagli scavi nella navata che hanno messo in luce un'abside primitiva molto più arretrata di quella attuale.  L'edificio di oggi è frutto delle modifiche della metà del Duecento: navata più lunga e aggiunta delle cappelle laterali che trasformarono la pianta della chiesa da basilicale a croce latina.  Con la soppressione del 1784, fu trasformata in lanificio, dove lavoravano le fanciulle povere ospitate nelle Scuole normali leopoldine (adesso archivio di stato) e poi in oratorio per le stesse Scuole. Alcuni interventi ne hanno confermato una notevole qualità architettonica. Quanto agli affreschi, solo in parte scoperti, rivelano fasi esecutive e decorative diverse, da quella duecentesca a quella più ampia del secolo successivo. Una scultura dell'arredo originario della ex chiesa si trova oggi al Museo civico: la "Missione di San Jacopo", del XIII secolo. Quei dipinti sono di tutto rispetto. Sulla parete settentrionale si trova un affresco decorativo che simula un drappeggio geometrico, rifinito in alto da una cornice policroma databile attorno alla metà del Duecento mentre sovrapposti a questa decorazione campeggiano due quadri d'epoca posteriore.  In cornici a motivi geometrici, si tratta sempre di affreschi: il primo, su fondo rosso pompeiano raffigura due vescovi e due sante, probabilmente Maria Maddalena e Caterina: il secondo rappresenta invece una Madonna col Bambino con davanti un frate domenicano e una figura inginocchiata, di piccole dimensioni, da ritenere la committente.

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di Redazione web