Il Tirreno

Pistoia

Contratti al nero e sicurezza. Il bilancio 2010 dei controlli della Direzione del lavoro

Fuorilegge quasi 700 aziende

Luca Giuntini
I soccorsi dopo un incidente sul lavoro
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I soccorsi dopo un incidente sul lavoro

Ma in un anno la situazione è leggermente migliorata

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 PISTOIA. Le aziende pistoiesi nel 2010 si sono dimostrate più attente alla salute dei propri dipendenti e al rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. È quanto emerge da uno studio presentato dalla Direzione provinciale del lavoro contenuto nel rapporto annuale dell'Osservatorio della Provincia e reso noto ieri con una conferenza stampa.  Rispetto al 2009 il numero di aziende in cui sono state scoperte irregolarità è diminuito (678 su 1.150 contro le 895 su 1.400 di due anni fa), anche se la percentuale rimane abbastanza alta (58,9% di imprese irregolari individuate, contro il 63,9% di due anni fa).  Accanto al calo delle violazioni formali della legislazione in materia di salute e sicurezza, disciplinata dal decreto legislativo 81 del 2008, aumentano invece i casi di occupazione minorile, lavoro in nero o addirittura clandestino: su 12.436 lavoratori ispezionati, sono state rilevate 1.511 posizioni irregolari, di cui il 30% (450 lavoratori) risulta occupato senza un contratto di lavoro.  «Nel corso dell'anno passato sono state portate a termine 1.150 operazioni, un terzo delle quali dietro richiesta di intervento diretto - spiega Biagio Mugnieco della Direzione del lavoro della Provincia - a fronte di un organico formato da 18 ispettori. E' vero che nel 2010 sono state individuate 675 aziende irregolari su 1.150, con un tasso di irregolarità che sfiora il 60%, ma questo stesso tasso è sceso rispetto al 2009 di quasi cinque punti. Per questo ritengo vado letto questo dato in termini positivi: il sistema impresa si è progressivamente regolarizzato grazie alla presenza sul territorio degli ispettori del lavoro. Purtroppo c'è anche il lato negativo: diminuiscono le aziende controllate perché la crisi ha ridotto numericamente le attività economiche».  Raddoppiano gli operai ispezionati e aumentano i lavoratori irregolari scoperti dagli ispettori del lavoro nel 2010: nel 2009 erano poco più di mille su 6.830 lavoratori totali, l'anno scorso sono stati 1.511 su 12.436 addetti totali. Di queste 1.500 posizioni lavorative sono stati trovati 450 lavoratori in nero (30%), di cui 38 extracomunitari clandestini privi di regolare permesso di soggiorno e sei minorenni. Nel corso delle operazioni di contrasto al lavoro nero il nucleo carabinieri della Direzione, diretto dal maresciallo capo Nicola Lentini ha eseguito, insieme all'Arma territoriale, dodici arresti per reati di impiego e sfruttamento di manodopera e di immigrazione clandestina, tutti all'interno dell'immigrazione cinese.  Sempre per gli stessi reati sono state denunciate a piede libero 45 persone, anche queste prevalentemente immigrati cinesi.

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di Redazione web