Il Tirreno

Pistoia

LA LETTERA

Dopo le multe ai ciclisti arriveranno quelle ai pedoni

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In tutte le città del mondo si cerca di favorire la mobilità ciclabile delle persone perché si è capito che un uso diffuso della bicicletta comporta sensibili risultati positivi in termini di maggiore facilità e sicurezza degli spostamenti di tutti, diminuzione dell'inquinamento, miglioramento dello stato di salute psico-fisica fisica dei cittadini, incremento della socialità. In tutte le città meno che a Pistoia.  Cosa si è fatto negli ultimi anni per favorire la mobilità ciclabile a Pistoia? Si sono fatte delle piste ciclabili per brevi tratti che sono del tutto inutilizzati perché si è omesso di connetterli l'uno a l'altro in una rete continua e per lo più si sono abbandonati in condizioni di manutenzione pessime, si sono fatte opere come la cosiddetta "Quinta porta" dove c'è sì una pista ciclabile ma che porta solo in una direzione, si è lasciato morire il servizio di Bike-Sharing (noleggio automatizzato di bici).  Per non parlare della situazione dei pedoni: ci sono molti casi nella nostra città in cui andare a piedi è ancora più pericoloso che andare in bicicletta; provate ad attraversare a piedi la Superstrada a sud oppure a passare lungo via Pertini.  Di contro si sono rifatti i marciapiedi in centro senza allargarli nemmeno di un centimetro anche laddove sono stretti e del tutto inutilizzabili, talvolta senza nemmeno gli scivoli per il superamento delle barriere architettoniche.  Ed ecco ora leggo che il comandante dei Vigili urbani, vista la mancanza di sicurezza per le biciclette a Pistoia, ha dato disposizioni di multare i ciclisti scorretti. La decisione è certamente legittima ma sicuramente non è né opportuna né intelligente, perché dissuaderà ulteriormente i nostri concittadini dall'uso della bici.  Ci sono strade a Pistoia che sono troppo strette dove spesso non ce la fanno a passare contemporaneamente nemmeno una automobile (specialmente un Suv) e un pedone. E allora che si fa? Mica si vieta il transito alle automobili, no, multiamo i ciclisti. E a quando anche i pedoni?  E allora via, chiudiamo al transito dei pedoni e delle bici, oltre che via Pertini, anche vicolo Arcadia, via della Crocetta, via Gora e Barbatole, via Fonda, via dei Pappagalli: si è già fatto per via Ciliegiole, costringendo gli abitanti a sud della ferrovia a farsi due chilometri di strada in più, perché non andare avanti su questa linea?  Così gli automobilisti potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo, non saranno più costretti a suonare il clacson per chiederti strada e potranno tranquillamente continuare a guidare parlando al telefonino, a impedire il transito sui marciapiedi con le soste abusive, a rendere impossibile la vita in certe zone della città come piazza San Francesco e così via.  In compenso però, in biblioteca San Giorgio c'è uno scaffale dedicato ai libri che diffondono la cultura della bicicletta.  Un bell'esempio di coerenza! Franco Perugi  Ps. Perché il comandante non prova a frequentare qualche sito internet dove si parla di mobilità alternativa?

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