Il Tirreno

Pistoia

Lezione di David Le Breton in piazza dello Spirito Santo

«Il dolore non è solo disagio fisico ma irrompe nell'intimità della persona e la cambia»

«Il dolore non è solo disagio fisico ma irrompe nell'intimità della persona e la cambia»

2 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. Il dolore non si limita alla ferita del corpo. Invade l'uomo in tutta la sua interezza, è "rimbombo morale" e diventa sofferenza: «un'emorragia che dilaga nel profondo e cambia il rapporto dell'uomo con il mondo».  È un viaggio all'interno di una "antropologia del dolore" quello che ieri mattina David Le Breton ha proposto a in piazza Spirito Santo per il sesto appuntamento di Dialoghi sull'uomo. Le Breton è professore di antropologia e sociologia all'università Marc Bloch di Strasburgo.  «Il dolore - ha spiegato - porta con sé una certa dose di sofferenza». Il dolore, cioè, non è solamente un disagio fisico, limitato a un punto del corpo, ma irrompe nell'intimità della persona che ne è afflitta e la cambia. «Cambia il suo rapporto con il mondo - spiega Le Breton -. Il dolore è anche sensazione che lascia emergere la domanda sul senso. Il dolore è individuale, non si dimostra. Solo chi lo prova conosce la profondità e l'intensità del proprio dolore. Se il dolore rimanesse chiuso in un punto del corpo, non avrebbe implicazioni con la vita quotidiana. Invece il dolore è sofferenza, cioè ha delle conseguenza nel rapporto tra chi lo patisce e il mondo».  Ma la stessa ferita fisica, può avere un grado di sofferenza diverso a seconda delle situazioni: «Meno si ha il controllo sul dolore - spiega Le Breton - e più si soffre. Per questo la tortura infitta da un altro uomo rappresenta il massimo grado di sofferenza: anche quando termina il dolore, rimane indelebile la sofferenza».  All'estremo opposto, invece, c'è ad esempio il masochista, oppure l'adolescente che si provoca delle ferite sulla pelle: «in quel caso il dolore - ha spiegato Le Breton - è il tentativo di circoscrivere a livello fisico e corporeo, e quindi di controllare, una sofferenza ben maggiore, intima, del proprio essere al mondo, che, invece, è dilagante e incontrollabile». M.Q.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore