Sicurezza
«I buttafuori sono inutili e costosi»
Francesco Albonetti
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Il teatro Manzoni Qui sopra il sindaco di Quarrata Sabrina Sergio Gori Gestori di cinema e teatri bocciano la legge in vigore dal 1º luglio
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PISTOIA. Buttafuori e vigilanti fuori dai cinema e dai teatri, come nelle discoteche o negli stadi. Questo anche in piccoli teatri di montagna come il Mascagni di Popiglio, ove molti degli spettacoli che si svolgono sono dedicati alle scolaresche. E' il decreto del ministero dell'Interno che, dopo numerose proroghe, scatterà dal prossimo primo luglio. Prescrive che tutti i luoghi aperti al pubblico dove avvengono attività di intrattenimento e spettacolo, devono dotarsi di personale addetto ai servizi di controllo. Veri e propri bodyguard, in grado di scoraggiare eventuali risse fra il pubblico e impedire l'introduzione di alcolici e droghe. La polemica non ha tardato ad arrivare e l'Agis, l'associazione degli esercenti teatrali e cinematografici, annuncia proteste e clamorose serrate. Gloria Germani, proprietaria del gruppo Germani Cinehall che gestisce il cinema multisala Lux oltre ad una serie di cinema fiorentini, inizia con una battuta in voga in questi giorni nell'ambiente dei gestori di attività di spettacoli e intrattenimento: «Avremmo un gran bisogno di buttadentro, altro che buttafuori! Contavamo su un finanziamento ministeriale per tirare un po' su il settore, ma poi ci hanno detto che non arriverà. Questo provvedimento sull'obbligo di assumere vigilanti, oltre ad essere, a mio giudizio, inutile per le tipologie di spettatori che vanno al cinema, darebbe la mazzata finale ad un settore che si trova alle prese con una grave crisi. Oggi sempre più gente scarica i film da internet e se li guarda a casa, il settore avrebbe bisogno di un sostegno, altro che complicazioni burocratiche». «Decisione assurda» anche per il sindaco di Quarrata Sabrina Sergio Gori, visto che il cinema-teatro Nazionale è gestito direttamente dal Comune ed è l'ente locale a metterci i soldi. «Per il cinema soprattutto significherebbe chiudere bottega - dice il sindaco -. Magari un grande teatro o una multisala possono permetterselo, ma non un piccolo cinema di provincia che già si regge con la buona volontà. Mi sembra un modo per contrastare la cultura ed anche i Comuni che la promuovono. Ingaggiare buttafuori sarebbe una spesa non indifferente, 10-12 euro l'ora. Poi a quale scopo? Ditemi voi a Quarrata a cosa servirebbe un buttafuori al cinema». Carlo Coda dell'associazione Il Moderno, gestirà il cinema teatro di Agliana: si è appena aggiudicato il bando e certo questa novità non aiuta la neonata gestione. «Stiamo per firmare il contratto e dobbiamo essere ligi e adeguarci a tutte le regole, sia quelle del bando che quelle delle leggi nazionali in materia. Certo questa novità della vigilanza non è piacevole e non ci viene incontro». L'Atp - associazione teatrale pistoiese - gestisce, oltre al Manzoni e al Bolognini, anche altri teatri in provincia. Il presidente Giuseppe Grattacaso si dice ancora impreparato sull'argomento. «Quello che possiamo garantire adesso è un'attenzione massima a tutte le regole di sicurezza e i controlli vengono affidati al personale di sala. Certo il buttafuori è un'altra cosa che deve essere ancora studiata ed organizzata».
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