Il Tirreno

Pistoia

Un disastro i bus, ma gli autisti malati danneggiano soltanto gli utenti

Nicla Meacci

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 Chi come me, si deve servire dei mezzi Copit ogni giorno per lavoro, o comunque per spostarsi, sa a cosa mi riferisco. Mentre nelle città si studia come incrementare il servizio pubblico per ridurre l'inquinamento, a Pistoia siamo in controtendenza. Il servizio pubblico è sempre più ridotto e sempre più penalizzante verso gli utenti. Prima si è avuta la trovata di far fermare tutti i bus alla stazione, così che per andare in centro o ci si va a piedi o con l'"M" con notevoli aggravi di tempo. Poi dal 9 maggio i bus sono drasticamente ridotti, con altro tempo perso in quanto di devono prendere bus ad orari assurdi per farli coincidere con i propri tempi di lavoro. Io abito a Bonelle e per arrivare alle 15 al lavoro sul viale Macallè devo partire da casa alle 13,55. Come se non bastasse questa settimana è arrivato lo sciopero/malattia degli autisti, così che il trasporto pubblico a Pistoia è piombato nel caos! Lunedì scorso ho dovuto provvedere con mezzi miei per andare al lavoro, dopo essere stata mezz'ora sotto il sole cocente alle ore 14,06 alla fermata di Bonelle e così anche giovedì. Mercoledì alle 19,28 dalla stazione per Casalguidi non è passato nessun autobus ed anche qui ho dovuto provvedere con mezzi di fortuna per poter tornare a casa ad un'ora ragionevole (ma c'erano persone alla fermata ad aspettare dalle 18,15).  Il numero verde della Blu Bus, da me interpellato tutti i giorni, mi risponde che la situazione si sta normalizzando e che non ci dovrebbero essere problemi non essendoci notizie di percorsi scoperti. Allora come si spiega che gli autobus non passano? La Copit, dal canto suo non ha provveduto né a d avvisare gli utenti, né a fare una qualche comunicazione di scusa per il caos che ha creato. Certo che no! Se non ammetti che ci siano dei problemi vuol dire che non esistono. Vorrei rivolgermi anche agli autisti che con questo sciopero-malattia si sono fatti autogol, in quanto non avranno più la solidarietà di chi hanno lasciato a piedi e così facendo danneggiano solo gli utenti e non certo i dirigenti, che hanno già incassato parte delle corse non fatte con gli abbonamenti. Dal canto mio non ho intenzione di rinnovare per il mese di giugno l'abbonamento per un servizio che non sò se mi verrà fornito e come me ho sentito che questa è l'intenzione di tanti utenti infuriati. Ed il Comune e la Provincia non dicono niente per questa gestione incompetente dei mezzi pubblici in città e da e per i comuni limitrofi? Vorrei essere trattata più da cittadino e meno da suddito.

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