Sicurezza
La giunta rassicura sullobiettivo del 65% entro il 2012
Il via della raccolta differenziata rinviato di 5 mesi al massimo
Beatrice Faragli
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Cassonetti per la raccolta differenziata nel piazzale del Cis 2 MINUTI DI LETTURA
MONTALE. «Ritarderemo di cinque mesi al massimo la partenza del servizio di raccolta differenziata rispetto ai Comuni di Agliana e Quarrata». L'assessore all'Ambiente Lisa Taiti, incalzata dal Centrosinistra per Montale - pronto con una sfilza di domande su una politica dei rifiuti messa in campo dalla giunta Scatragli, ritenuta contraddittoria (lo dice il capogruppo Valentina Meoni) - annuncia: «Non vogliamo violare gli obiettivi di legge del 65% di differenziata per il 2012». La scelta di staccarsi dalla carovana quarratina e aglianese, che ha detto sì alla raccolta sopportando aumenti della Tia dal 6 all'8%, è nata proprio dalle tariffe: «Troppo alte per i cittadini» secondo il sindaco. Da qui a febbraio quindi - visto che il direttore Cis, Alfredo Perruccio, ha fissato l'avvio del porta a porta multimateriale per la fine di settembre nei due comune aderenti - l'amministrazione di centrodestra dovrà cercare tra le «pieghe di bilancio dell'azienda» più volte invocate, il modo per razionalizzare il costo del servizio. «Le esperienze degli altri territori mostrano che in pochi mesi si possono raggiungere soglie alte di differenziata» ha detto la Taiti. Lo scontro con l'opposizione però è sull'intero ciclo dei rifiuti. «C'è stato un vero e proprio cambio di rotta nelle intenzioni annunciate dal centrodestra» denuncia Valentina Meoni. «E' stata fatta una campagna elettorale sul porta a porta come alternativa al termovalorizzatore e poi, quando s'è presentata l'occasione, la giunta si è tirata indietro. Dalla chiusura dell'impianto d'incenerimento - continua - sono passati a un centro di riciclo sul modello Vedelago (nel nord Italia, ndr) per poi, alla fine, abbandonare anche questa idea e aprire invece a un centro di smistamento; tra l'altro non inserito nelle osservazioni al documento preliminare del piano interprovinciale dei rifiuti (tra poco in approvazione, ndr)». Qualche giorno fa è stato lo stesso sindaco David Scatragli a comunicare il "cambio di rotta" denunciato dal Centrosinistra. Per la Taiti però la mossa - dal centro di riciclo annunciato a settembre 2010 fino ad arrivare all'ultima previsione, fatta in questo mese, di un impianto di selezione dei rifiuti - sarebbe del tutto normale in una situazione di lavori in corso come questa. «Dobbiamo costruire un piano industriale compatibile con il nostro territorio e con le nostre esigenze. Il modello Vedelago nasce a Treviso, in un'altra realtà. Quindi c'è da adattare il progetto» ha detto l'assessore. E infine assicura: «Il centro non richiede previsioni urbanistiche o permessi particolari».
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