Attenzione
Allarme abusivismo per le officine
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Agenti della polizia stradale durante un controllo Dopo la scoperta della grossa azienda fuorilegge
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PISTOIA. «È a dir poco scandaloso che l'autofficina abusiva sequestrata nella zona di viale Adua lavorasse già da due anni senza nessun controllo». È questo il commento a caldo dei dirigenti della Federazione autoriparatori di Confartigianato, dopo la scoperta - da parte della polizia stradale - di una grossa autofficina completamente abusiva, gestita da un cittadino albanese, al quale si calcola si siano rivolti centinaia di automobilisti pistoiesi e non, attratti dai bassi costi che l'imprenditore abusivo poteva offrire. «Non è pensabile - affermano gli artigiani - che nessuno sapesse. E chi è che ha fornito i quattro ponti e le altre attrezzature per l'allestimento dell'officina? Qualche dubbio legittimo viene anche sui rivenditori che in tutto questo tempo hanno venduto i ricambi all'autofficina che, essendo abusiva, evidentemente non poteva avere partita Iva. Come è possibile che un ricambista autorizzato fornisca pezzi a privati, visto che per montarli è necessaria una qualifica ben precisa, definita dalla legge 122 del 1992?». «Per di più - continua la nota dell'associazione - se è vero che la sanzione pecuniaria applicata all'azienda abusiva è di soli 5.000 euro, c'è qualcosa che non funziona anche su questo versante. Nessuno si rende conto di quanto pericoloso sia l'abusivismo relativo al comparto dell'autoriparazione? E se questo signore avesse montato anche impianti a gas, quante vite sono state messe in pericolo?». Comunque sia, anche la semplice manutenzione "fai-da-te" degli automezzi deve essere monitorata. Per gli autoriparatori Confartigianato «è normale che il privato cittadino possa acquistare in proprio una lampadina, l'olio, i tergicristalli e simili, ma non certo pezzi tipo freni, dischi, marmitte o ammortizzatori. Ne va della sicurezza del veicolo e delle persone». Gli autoriparatori Confartigianato devono ammettere che «l'abusivismo nel nostro settore è molto diffuso. I clienti sono attratti dalle tariffe low cost degli abusivi, senza rendersi conto che il ribasso comporta rischi seri. Occorre un'educazione in tal senso, anche per tutelare le aziende regolari, che pagano le tasse e che troppo spesso sono gli unici sotto la lente d'ingrandimento degli organi di controllo». Intanto, per facilitare il riconoscimento degli artigiani "veri" alla clientela, Confartigianato Pistoia sta distribuendo ai propri associati un cartello dove sono riportati i dati dell'azienda, il numero di iscrizione alla Camera di commercio e il nominativo del responsabile tecnico della ditta.
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