Gioco
Il fondatore di Sloow Food lascia dopo ventidue anni
Sauro Romagnani
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Marco Mucci Mucci: «Ho cercato di promuovere uno stile di vita diverso». Cristian Petrucci prende il suo posto
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S.MARCELLO. Marco Mucci, 64 anni di professione cuoco («la passione della mia vita, per scelta e necessità»), lascia la carica di fiduciario della Condotta Slow Food della montagna pistoiese, dopo esserne stato un fondatore insieme a Andrea Vannucci nel 1989. Dopo un'esperienza di oltre trenta anni, Mucci lascia il posto a Cristian Petrucci, un ventisettenne laureato in agraria, residente a Piano Sinatico, che si è assunto l'onere di condurre l'attività dell'organizzazione per i prossimi anni. «Era l'anno 1989, quando conoscemmo Carlo Petrini - racconta Mucci - venuto a San Marcello per le manifestazioni del cantar maggio, che in quel periodo vedeva la collaborazione fra il nostro Comune e il Collettivo folcloristico montano. Fu proprio lui a proporre una Condotta per la montagna, all'assemblea nazionale dell'Arci a Bologna. In quel periodo, insieme a Andrea, ero legato ad Arci-Gola, dalla quale ci staccammo per assumere la denominazione di Slow Food. Una proposta di uno stile di vita diverso da contrapporre a quello frenetico dei nostri giorni». Slow Food è infatti un'associazione internazionale no profit che ha tra le priorità la diffusione della cultura alimentare, attraverso l'educazione alimentare e del gusto, la tutela della biodiversità e lo sviluppo di una rete di comunità del cibo. La riscoperta del piacere del cibo, la convivialità, la sensorialità e la territorialità sono i caratteri distintivi a cui è stato affiancato l'impegno verso la tutela della biodiversità e la promozione di un'agricoltura sostenibile. Come si è concretamente svolta la vostra attività qui in montagna in tutti questi anni? «Gli allevatori-produttori della montagna, insieme ad altri, hanno creato il marchio collettivo Consorzio montagne e valli di Pistoia, che tutela il tradizionale modo di produrre il pecorino, il ravaggiolo, la ricotta e la ricottina, nel rispetto delle normative vigenti. Possiamo considerarlo parte del movimento creato da Carlo Petrini. Di questo siamo molto orgogliosi e pensiamo che questa iniziativa abbia permesso la permanenza di molti allevatori-produttori sulla nostra montagna. Non solo con tutte le positive conseguenze di difesa del territorio che questo ha comportato, ma anche in termini di sviluppo economico perché c'è stato anche uno specializzarsi di altri prodotti come la carne, i prodotti del sottobosco, gli insaccati tipici del territorio di Sambuca, ed anche il latte vaccino. Ecco questi sono i prodotti che Slow Food ha presentato e presenta nelle proprie manifestazioni non solo italiane e europee, ma anche in Giappone e negli Usa. In sintesi perseguiamo lo scopo di far conoscere i nostri prodotti genuini, ma non solo». Cioè? «Lavoriamo molto anche con le scuole primarie e medie. Quest'anno, a San Marcello, abbiamo sviluppato il progetto "Aggiungi un posto a tavola" col quale si educano i ragazzi ad una sana e corretta nutrizione. Mentre a Cutigliano abbiamo realizzato il progetto "Un orto in condotta", che è stato seguito da un docente di scuola media, nel quale i ragazzi coltivano un orto attiguo alla scuola. Inoltre ci occupiamo di segnalare, i locali che lo meritano, nelle guide Slow Food». Una attività importante e vasta. «Sì, ma ciò nonostante ho il cruccio personale di non essere riuscito ad organizzare un master professionale specifico dei diversi prodotti della nostra montagna, per mancanza di finanziamenti. Ma non è detto...».
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