Il Tirreno

Pistoia

Al processo sulle mazzette per ammorbidire la commissione tributaria

Il teste chiave depone ma non fa nomi

P.B.
Il palazzo del tribunale in piazza del Duomo
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Il palazzo del tribunale in piazza del Duomo

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 MONTECATINI. Diceva di poter sistemare i ricorsi contro gli accertamenti fiscali. Sosteneva di poter contare su un amico nella commissione tributaria in grado di aggiustare tutto bisognoso di soldi perché aveva quattro figli che costavano.  Ma il nome del giudice tributario da ammorbidire a suon di tangenti il consulente Pierluigi Toci, 63 anni, di Montecatini, non lo ha mai fatto al commercialista dell'imprenditore di Monsummano che gli versò una mazzetta da 60mila euro per vincere un ricorso contro l'Agenzia delle entrate.  Lo ha raccontato ieri mattina in tribunale lo stesso professionista, residente a Milano, che ha riferito di aver subìto delle minacce (e per questo non ne pubblichiamo il nome) nel corso del processo a carico dell'avvocato Antonio Grieco, 69 anni, residenza a Pistoia e studio a Serravalle, ex giudice tributario accusato di corruzione in atti giudiziari.  Dopo la richiesta dei soldi il commercialista avvertì il titolare dell'azienda, e insieme decisero di rivolgersi alla Guardia di Finanza. Il professionista venne microfonato, come si dice in gergo, e munito di telecamera nascosta durante gli incontri con Toci.  Nelle conversazioni l'uomo riferiva di poter controllare un giudice tributario per orientare nella direzione auspicata dai suoi clienti i ricorsi per non pagare o vedersi ridurre l'entità degli accertamenti fiscali. La linea difensiva di Grieco, assistito dall'avvocato Andrea Niccolai, è quella di non aver mai percepito alcunché da Toci, descritto come un grande millantatore capace di vantare entrature per fare impressione sui clienti che gli chiedevano aiuto.  L'avvocato Grieco venne arrestato dalla Finanza nel dicembre 2009. Tre mesi prima era finito in carcere Pierluigi Toci, accusato di aver preso una mazzetta da 60mila euro per disinnescare una contestazione fiscale dell'Agenzia delle entrate da 600mila euro tra Iva e imposte non versate nel 2005.  Pierluigi Toci, che ha patteggiato 2 anni, venne arrestato il 24 settembre in tribunale a Pistoia dopo aver incassato i soldi dal consulente che ieri ha testimoniato in aula. La prossima udienza del processo è in programma per il 27 settembre.

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