La protesta
Trenta autisti malati, saltate decine di corse del Copit
Tiziana Gori
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PISTOIA. Alle otto del mattino alla biglietteria del Copit erano già arrivate 30 telefonate di utenti furiosi. Linea bollente, per l'intera giornata, anche al numero verde dell'azienda di trasporto pubblico Blubus, il consorzio che riunisce Copit e Lazzi. Decine di corse saltate secondo i sindacati, poche unità secondo il presidente del Copit Luciano Del Santo. Anche se le sue affermazioni sembrano essere smentite da un rapido calcolo delle corse saltate: gran parte dei raddoppi delle linee scolastiche, e molte corse delle linee 22, 51, 61, 26, 15, 58, 23, e della circolare urbana 5. «C'è stata - spiega Del Santo - un'impennata di assenze per malattia tra sabato e lunedì. Trenta su circa 250 autisti, contro le 18 giornaliere di media. Abbiamo cercato di far fronte richiamando al lavoro alcuni autisti a riposo e chiedendo turni straordinari». Sul numero insolitamente alto di malattie i sindacati non si esprimono, ma sia Cgil che Cobas confermano lo stato di agitazione sorto spontaneamente tra i lavoratori da sabato 21 maggio. L'incontro tra le parti del 19 maggio non ha portato ad alcun risultato positivo per i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Il passa parola tra i dipendenti ha fatto sorgere malumori e proteste che si sono concretizzate, spiega Riccardo Benincasa, della segreteria Filt Cgil, nel rifiuto di alcuni autisti ad effettuare servizi straordinari. O in una rigida osservanza del Codice della Strada, con velocità basse più del solito e conseguenti ritardi. Il numero altissimo di autisti in malattia, nonostante i richiami in servizio e i turni aggiuntivi per altri colleghi, ha causato disservizi e provocato la cancellazione di corse. Anche i sindacati si scusano e si dicono dispiaciuti per il disagio e i problemi causati ai viaggiatori. «Ci auguriamo - afferma Benincasa - di venir convocati al più presto dall'azienda». Per il 1º giugno, intanto, è stato proclamato uno sciopero provinciale di 24 ore. Una protesta ancora più forte dello sciopero di 4 ore del 17 maggio, quando i lavoratori e i rappresentanti sindacali - di tutte le sigle - hanno sfilato in corteo fino al Comune e alla Provincia. Le questioni sul tavolo, da quando è entrato in vigore, il 9 maggio, il piano ridimensionato del servizio di trasporto pubblico locale, non sono poche. Da maggio a dicembre sono stati tagliati, a causa dei minori trasferimenti governativi al trasporto pubblico, 800mila chilometri di tratte sul territorio pistoiese, ed è stato ridotto del 50% il servizio festivo. A fronte di questo, le tariffe, tranne che per gli studenti, sono aumentate in media del 10%. Trenta, secondo l'azienda, gli autisti in esubero per i tagli al servizio. Nell'incontro del 19 maggio tra il direttore tecnico Renzo Capperi, l'amministratore delegato Federico Toscano e le Rsu sindacali non sono emersi punti di contatto. «Capperi e Toscano - spiegano Benincasa e Alessandro Di Marco, Rsu Cobas - hanno rinviato la decisione al prossimo incontro del consiglio di amministrazione su tutti i punti che noi abbiamo portato in discussione». La protesta è nata perché, al momento, non sono state rese note né la data del prossimo cda (che dovrebbe comunque svolgersi in settimana) né quella del nuovo incontro con le Rsu. «Abbiamo messo sul tavolo delle questioni, su cui ci aspettiamo - afferma Benincasa - perlomeno un confronto costruttivo. Chiediamo - elenca - l'azzeramento degli esuberi e un contemporaneo processo di riqualificazione dei lavoratori in altri ruoli; la conversione da part time a full time del contratto di lavoro di 3 colleghi che, non volendolo, sono stati costretti a ripiegare su un contratto ad orario ridotto; il mantenimento delle normative vigenti in merito all'applicazione delle festività godute e dei riposi; l'abolizione fino al 31 dicembre dello straordinario concordato». Ingiusto, secondo le Rsu, parlare di esuberi quando ogni giorno ci sono 17 turni di straordinari. E guarda caso, ieri, in segno di protesta, sono saltati molti raddoppi sulle linee scolastiche, fatti, appunto, proprio con gli straordinari concordati. Da parte sua, Del Santo ribadisce che «il problema degli esuberi esiste, e non è la soluzione migliore negare che esista. Ma sono ottimista, esuberi non vuol dire licenziamenti», conclude, annunciando a giorni la convocazione del cda.
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