Sicurezza
«Tariffe, rincari insostenibili»
Beatrice Faragli
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Proteste per il rincaro delle tariffe di nidi, mensa e trasporti A lato la giunta montalese Prima da sinistra lassessore all istruzione Giada Lunghi La protesta di una delegazione di genitori in Comune
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MONTALE. «Giusto pagare un servizio. Giusto anche accettarne l'aumento. Ma un rincaro di questa entità non è sostenibile. Le tariffe di Montale sono le più alte della Piana». A parlare è la mamma di un bimbo delle elementari. Come lei, sabato mattina, altre mamme hanno denunciato il caro prezzi per i servizi a domanda individuale - nido, mensa e trasporti - di fronte al sindaco David Scatragli. A mezzogiorno inoltre una delegazione del comitato genitori ha incontrato l'assessore all'istruzione Giada Lunghi. Se finora la protesta non si era spinta più in là delle pagine di giornale e della discussione politica, oggi tocca alle famiglie fare i conti con la nuova tariffazione approvata dalla giunta di centrodestra nel dicembre 2010. Le iscrizioni infatti sono in corso (scadenza al 31 maggio) e, per alcuni, l' incremento sale a un più 80%. «Ci toccherà pagare 320 euro di pulmino contro i 180 dell'anno passato» racconta un utente del servizio. «Noi - spiega - siamo una famiglia normale: due stipendi medi e una casa di proprietà. Abbiamo iscritto nostro figlio con sacrificio. Anche per la mensa il conto è salato. Rientriamo nell'ultima fascia Isee, quella dai 18 mila euro in su e, se denunci quello che incassi, 18 mila non è una soglia difficile da superare. Nella Piana non esistono tariffe del genere. A Quarrata ad esempio pagano 327 euro per il trasporto ma con Isee superiori ai 30 mila euro. Montale sta andando nella direzione sbagliata perchè alla fine o nessuno si iscriverà o nessuno pagherà il conto. Dal Comune mi è stato detto che loro non sono tenuti a dare il servizio». «Quest'anno - racconta un'altra mamma, anche lei in visita al Palazzo - ho due bambini da mandare a scuola, in due plessi diversi. Il servizio bus l'ho mantenuto solo per uno, scegliendo l'andata senza il ritorno. Quando potrò, con molto sacrificio, rinuncerò anche al tragitto del mattino». Lei, come molti altri, rientra nella fascia "oltre 18 mila euro": «Basta poco a ritrovarsi nell'ultimo gradino» dice. «La sensazione generalizzata - continua - è che ci sia una volontà di togliere questo servizio, perchè rappresenta solo un costo per le casse comunali». La Lunghi ci fornisce le cifre: «Nel 2010 il pulmino è costato all'ente 340 mila euro e, con le tariffe, ne abbiamo recuperati 40 mila. In questo momento il Comune non ce la fa, ci vuole una compartecipazione tra pubblico e privato. Capisco le perplessità delle madri incontrate sabato per l'aumento repentino e siamo aperti al confronto. E' chiaro - continua la Lunghi - che non abbiamo fatto questa scelta a cuor leggero ma siamo stati costretti a farla per il mantenimento stesso del servizio. Tra l'altro - precisa - nel caso massimo del pulmino si arriva a 1 euro e mezzo al giorno». Sulla vicina Agliana commenta: «Lì entrano i soldi con gli oneri di urbanizzazione, qui a Montale no; da una parte abbiamo meno trasferimenti e dall'altra non ci sono grosse entrate». La protesta sul caro servizi, guidata da Progetto Comune e dal Centrosinistra, era già scoppiata in consiglio comunale a fine 2010. Anche la Cgil, in quei giorni, aveva bocciato la scelta della giunta Scatragli.
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