Il Tirreno

Pistoia

Noduli al seno? Mammografia a fine 2012

Marta Quilici
L’apparecchio per eseguire mammografie digitalizzate al Ceppo
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L’apparecchio per eseguire mammografie digitalizzate al Ceppo

«Non so se il medico ha scritto che era urgente ma in un anno e mezzo si può morire»

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 QUARRATA. Il medico le prescrive una mammografia per controllare la presenza di noduli al seno. L'Asl le dà appuntamento per il 3 dicembre del 2012. A Pescia.  È accaduto a Maria, 48 anni, di Quarrata. A raccontare la sua storia è il marito, sbigottito e indignato da quanto accaduto.  «La scorsa settimana - racconta - mia moglie è andata a fare una visita dal medico di famiglia. Dopo averle controllato il seno il dottore le ha prescritto l'rx mammaria. A mia moglie lo scorso settembre furono trovati due noduli al seno. A quel punto il medico di famiglia le disse che la situazione era da tenere sott'occhio per scongiurare problemi ben più gravi. Così, qualche giorno fa, mia moglie è tornata dal medico. Dopo una visita di ambulatorio, il dottore le ha detto che i noduli potevano essere aumentati e che quindi era necessaria una mammografia per capire che cosa era successo in questi mesi e se era il caso di fare ulteriori analisi o addirittura di intervenire».  La prescrizione del medico, dunque, non rientrava in uno dei tanti screening di routine per la prevenzione dei tumori al seno. In questo caso l'esame è stato prescritto sulla base di rischi per la salute della signora e per la necessità di individuare lo stato di sviluppo di alcuni noduli al seno.  Un anno e mezzo di lista d'attesa, del resto, sembra tanto anche per un normale screening di controllo preventivo, figuriamoci per un esame necessario a valutare lo stato di salute della paziente. Il problema, in questi casi, riguarda spesso la corretta compilazione della prescrizione da parte del medico di famiglia. sulla quale dev'essere chiaramente scritto che l'esame è urgente.  «Non so se il medico ha scritto o meno che l'esame era urgente - spiega il marito di Maria - fatto sta che noi ci siamo trovati con in mano un appuntamento per dicembre del prossimo anno. In un anno e mezzo una persona può anche morire!».  In effetti, che il problema risieda nei lunghissimi tempi di attesa dell'Asl, o che sia stato il medico di famiglia ad omettere la richiesta di "esame urgente" (e a indicare alla paziente la necessità di rivolgersi agli appositi ambulatori del servizio di senologia dell'Asl, ini via della Quiete), a rimetterci è sempre il paziente: tra un tempo di attesa di oltre un anno e mezzo e la preoccupazione per la propria salute, la reazione di indignazione è la più normale e comprensibile.  «Mia moglie ha sofferto di problemi di salute che finora non hanno riguardato il seno - continua il marito - ma la mammografia serviva a capire se c'era la necessità di intervenire anche lì. Che fosse un esame necessario e urgente mi pare scontato. Non potendo aspettare un anno e mezzo, mi sono rivolto a una struttura privata, che mi ha dato appuntamento per il 31 maggio. Paghiamo 116 euro di esame, invece che i 36 euro del ticket, ma almeno avremo risultati in tempi utili. Il problema è che c'è chi non se lo può permettere: e allora, chi non ha 116 euro come fa? Un anno e mezzo è un tempo indecente».  E aggiunge: «Ma non erano stati diminuiti i tempi di attesa qua a Pistoia? Per la Moc, inoltre, è la stessa cosa, anche se quell'esame non c'entra niente con questo caso e si tratta di un esame per il calcio nelle ossa: insomma, le prenotazioni sono chiuse fino alla fine del 2012».  

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