Sicurezza
Costretti a pagare il canone Rai
Francesco Albonetti
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Lingresso della sede storica della Rai a Roma Il caso di una badante senza tv. L'azienda: «Dichiari la convivenza»
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PISTOIA. In queste settimane sono in corso in provincia accertamenti a tappeto da parte dell'Agenzia delle entrate, per conto della Rai, per verificare se tutti pagano il canone. E non mancano proteste e casi paradossali. Come quello di una badante rumena che ha il proprio domicilio presso la persona anziana che assiste. La donna ha ricevuto dalla Rai un sollecito piuttosto perentorio, con tanto di bollettino allegato per il pagamento. «Facciamo riferimento alle nostre precedenti comunicazioni - c'è scritto sulla lettera della Rai - per ricordarle che, a tutt'oggi, non è pervenuta alcuna risposta utile alla chiusura della sua pratica, né risulta da lei stipulato un abbonamento alla televisione. Le confermiamo pertanto che l'amministrazione finanziaria dello Stato procederà agli accertamenti previsti dalla legge a carico dei detentori di apparecchi televisivi non abbonati». Non è finita. La lettera conclude che «per evitare il pagamento delle sazioni conseguenti l'accertamento», la badante deve versare immediatamente l'importo di 105,30 euro dovuto per il periodo settembre 2010-dicembre 2011. Tutto bene, anzi no. Perché la donna non ha mai acquistato un apparecchio televisivo e si limita a guardare, qualche volta, la tv dell'anziano ove è domiciliata, il cui canone viene, peraltro, regolamente pagato. «La signora deve presentare una dichiarazione di convivenza nella quale attesta di convivere con l'anziano che risulta a quell'indirizzo - è la spiegazione di Roberto Tortorici della Rai -. Una volta accertato che è così, la pratica viene chiusa e la badante non deve nulla alla Rai. In questi giorni a Pistoia è in corso una verifica dell'autorità tributaria e l'Agenzia delle entrate facendo questi accertamenti non può sapere se a quell'indirizzo corrisponde un condominio o un'abitazione singola, per cui potrebbe anche vivere da sola e possedere un apparecchio televisivo». Risposta che non convince la badante, ma neppure noi. Premesso che il canone Rai è un tributo legato al possesso di apparecchi televisi, quindi chi lo possiede e non versa il canone evade il pagamento di un tributo, è pur vero che non si possono inviare lettere a tutti gli indirizzi presumendo la presenza di un televisore. E non si può pretendere che un cittadino debba autodichiarare la convivenza senza neppure avvertirlo di questa possibilità nella lettera a cui si allega, con solerzia, il bollettino di pagamento. «Badanti non ce ne sono ancora capitate - dice Vincenzo Cannici di Federconsumatori - ma casi simili a questo che riguardano pistoiesi sono all'ordine del giorno in questo periodo. Ho avuto un signore che ha già pagato il canone ma gli fanno pagare anche quello del suocero morto da poco. Il problema è individuate le residenze mandano da pagare il canone a tutti: spesso i cittadini pagano davvero, la Rai lo sa e ne approfitta».
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