Il Tirreno

Pistoia

L’INTERVENTO

Commercio, politici assenti, decide la struttura

Renato Vannucci   Pistoia Card

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Sono ben 18 anni che il Free Market e la Zucca Barucca, per due domeniche (la 2ª e la 4ª del mese) esercitano su piazza della Sala una funzione di richiamo e di curiosità per i cittadini e i turisti. I sindaci che hanno preceduto Renzo Berti, ci sollecitavano e ci incoraggiavano a mantenere vivo, presente ed efficace questo evento, consapevoli che continuare questa promozione non poteva che favorire la vivacità del centro storico. In quegli anni si è dimostrato quanto amministratori e amministrati volessero impegnarsi a dare il proprio contributo per migliorare la vita in città e per sollecitare la fantasia dei cittadini che si impegnavano a produrre e a portare ciò che avevano realizzato, sulle bancarelle di questi mercatini.  È stato così fino a quando sono stati i politici, coloro che erano stati eletti a occuparsi direttamente di questi eventi. Poi è tutto è cambiato. Con la giunta Berti, questa risorse è diventata un peso e si è scelto di demandare tutto ai tecnici burocratizzando il sistema. Così sono iniziati i controlli sistematici, asfissianti; si è cominciato "a fare le pulci" ad ogni evento, senza tener conto del successo delle manifestazioni, ma soprattutto delle esigenze degli espositori e dell'impegno degli organizzatori.  Da qui, multe su multe che raggiungono solo l'obbiettivo di scoraggiare gli organizzatori e far paura agli espositori.  Non ci siamo mai persi di animo e abbiamo avuto più di un incontro con i tecnici dell'ufficio Annona e con vigili urbani. Le indicazioni che ci venivano date erano sempre incerte e mai collimanti tra loro: da una parte si veniva autorizzati e dall'altra si veniva sanzionati. Una confusione che alla fine ci ha stritolati.  Più di una volta ci siamo rivolti all'assessore al commercio ma non abbiamo mai ricevuto indicazioni precise. Anzi, quando le abbiamo suggerito di adottare una delibera di giunta per poter proseguire con tranquillità nella organizzazione dei mercatini, la risposta è stata ogni volta vaga, se non reticente. La sua unica preoccupazione pareva essere quella di non indispettire i tecnici.  E pensare che una decisione della giunta, avrebbe potuto soddisfare le esigenze di questi eventi e avrebbe rimesso in mano agli eletti (sindaco e consiglio comunale) la decisione di governare la città. Fino a questo momento si è scelto - nel commercio - di amministrare senza decidere, spesso lasciando questo compito alla struttura tecnico-amministrativa.  Riteniamo inconcepibile, che su una materia così importante e delicata, non si senta la necessità di prendere una posizione politica. Crediamo che a lungo andare, tutte queste reticenze non paghino.

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