Il dolore
Sichi si è dimesso
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Giuliano Sichi, protagonista del caso dellammanco di soldi alla comunità Il ragioniere: «Vi restituisco 100mila euro»
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SAN MARCELLO. Nell'incontro avvenuto mercoledì sera nelle stanze della Comunità Montana a cui hanno partecipato la giunta dei sindaci e i consiglieri dell'ente presieduto da pochi mesi da Carluccio Ceccarelli si è discusso della questione Giuliano Sichi, il ragioniere capo accusato di aver sottratto negli anni una cifra considerevole, cifra che al momento viene quantificata sui 700mila euro, alle casse della Comunità. Doveva essere un incontro come tanti, ma tramite il suo avvocato, Sichi ha fatto recapitare una lettera in cui annunciava le sue dimissioni dall'ente. Una lettera di licenziamento volontario in cui annuncia anche la restituzoone di almeno 100mila euro, quale somma percepita indebitamente negli anni che vanno dal 2009 fino al 2011. La frase "percepita indebitamente" ha fatto sobbalzare dalla sedia tutti i componenti della giunta, ma le dimissioni di Sichi sono state ovviamente accettate all'istante. L'ente comunitario non poteva licenziare il proprio ragioniere capo, che in questa lettera ammette e non ammette le proprie responsabilità, non poteva prendere nessun provvedimento disciplinare perché fin tanto che non vi sia una condanna penale nessun ente può licenziare un suo dipendente. E in questo caso ancora nessuna condanna è stata emessa (Sichi è appena stato ascolato dal pubblico ministero che sta indagando sul caso). Alla Comunità Montana le bocche sono cucite, ma la notizia è certa: Giuliano Sichi si è dimesso spontaneamente dal proprio posto di lavoro, senza peraltro mai presentarsi davanti alla commissione disciplinare che sta indagando. Spetta a questo punto alla magistratura, alla commissione della comunità e al nuovo super consulente fare piena luce su quanto è successo nelle casse della Comunità Montana. Lo "007 contabile" disse, non appena insediatosi nel suo nuovo incarico, che il lavoro sarebbe stato lungo e anche difficile, un lavoro certosino che avrebbe impegnato tempo. «La mia è una attività e non una consulenza» sottolineò Luca Eller Vainecher. La questione primaria adesso è quantificare la cifra mancante. E i metodi usati per far sparire tutti quei soldi.
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