La manifestazione
Dipendente della Call&Call trovata priva di vita in casa dai colleghi preoccupati
Stroncata da un malore a 55 anni
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Enrica Merlini la dipendente della Call&Call trovata morta nella sua abitazione 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Già da un paio di giorni non si presentava al lavoro. Per questo, ieri mattina, preoccupati, due colleghi sono andati a suonare al suo campanello di casa. Inutilmente. E quando, arrivati sul posto, i vigili del fuoco sono entrati attraverso una finestra del primo piano, la drammatica scoperta: Enrica Merlini, 55 anni, dipendente della Call&Call di Sant'Agostino, è stata trovata priva di vita sul pavimento, stroncata da un malore. Una notizia che ha gettato nello sgomento i colleghi che avevano avuto modo di conoscerla profondamente e apprezzarla durante il burrascoso periodo di lotta in difesa del lavoro e dell'occupazione permanente della sede dell'Answers. Originaria di San Marcello, Enrica Merlini abitava da sola in un appartamento al numero 754 di via Pertini. Sono stati due responsabili della sede pistoiese dell'azienda di servizi telefonici - Luca Pescatori e Nicola Sforzi - ad andare a cercarla a casa ieri mattina, poco prima delle 11. «Un'assenza dal lavoro che in un'altra realtà avrebbe provocato, forse, una lettera di richiamo, ma che in un'azienda rinata dopo il baratro ha invece provocato il giusto interessamento dei responsabili aziendali» commenta con il dolore nel cuore l'amico e collega Armando Alibrandi, che annuncia la volontà di far intitolare ad Enrica uno dei saloni aziendali. Fatto sta, che avvertiti vigili del fuoco e polizia, Enrica Merlini, è stata trovata priva di vita. Per accertare le cause della morte, il medico curante ha disposto che sulla salma venga effettuata l'autopsia. Appresa la tragica notizia, anche il presidente della Call&Call spa, Umberto Costamagna, ha voluto affidare ad una lettera aperta un commosso saluto ad Enrica. «Cara Enrica non so che viso avessi... Forse ci saremo abbracciati nei giorni eroici del febbraio 2010, forse ci saremo incontrati fra le postazioni del Call in una delle mie incursioni pistoiesi. Ma, per me che ho fondato dieci anni fa questo gruppo con la volontà di creare una realtà dove ci si chiamasse tutti per nome, questo mio non ricordare il tuo volto è una piccola grande sconfitta di cui ti chiedo scusa! Non voglio accampare scuse per i miei troppi impegni. L'unica consolazione è che le tue colleghe e i tuoi colleghi di Pistoia ti conoscevano bene e ora piangono, insieme a me, la tua partenza. Ciao Enrica! Oggi ci sentiamo un po' più soli».
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