Sicurezza
Sale la protesta al liceo
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Francesco Pelagalli rappresentante di classe della 2ª C Francesco Pelagalli: «In 34 per classe sarebbe un incubo»
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PISTOIA. «In 34 in classe sarebbe un incubo: meno interrogazioni e meno possibilità di recuperare brutti voti, minori approfondimenti, maggiori rischi di non terminare il programma; per non parlare dell'eventualità di accorpamento di due classi di indirizzi diversi». Dopo preside e insegnanti, si fanno sentire anche gli studenti. Francesco Pelagalli è il rappresentante di classe della 2ºC del liceo scientifico Duca d'Aosta. La sua potrebbe essere una delle classi che il prossimo anno rischiano l'accorpamento in base alle nuove disposizioni del ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini. La situazione è ben chiara agli studenti che annunciano nuove forme di proteste e, probabilmente, un corteo per le strade della città. «Ancora non sappiamo dove e quando - spiega Francesco -, ma ci stiamo muovendo». Sul piede di guerra anche i genitori che stanno organizzando un'assemblea di istituto per parlare della questione. «Le sette seconde di quest'anno - spiega Francesco - a settembre dovranno diventare sei terze. Questo perché gli studenti sono soltanto 153, invece dei 189 necessari per avere, secondo le nuove disposizioni, sette sezioni. Per noi studenti questo significherebbe un mezzo disastro, soprattutto nel caso in cui fossero radunati due diversi indirizzi. La mia classe, la 2ºC, è a indirizzo ordinario e conta 23 studenti. Se si aggiungessero altri dieci ragazzi da un'altra classe, magari a indirizzo storico-letterario, saremmo sicuramente penalizzati: il programma di italiano dovrebbe essere diviso in due. Con 34 studenti i professori impiegherebbero un sacco di tempo per riuscire a interrogare tutti e questo andrebbe certamente a discapito dell'avanzamento del programma. A latino noi riusciamo a fare tre giri di interrogazioni durante il pentamestre: con dieci studenti in più di sicuro ne potremmo fare soltanto due e le possibilità di recuperare brutti voti, a quel punto, sarebbero scarse. I professori non riuscirebbero a seguire le esigenze dei singoli studenti». Stesso discorso vale per le attuali terze che da sette il prossimo anno dovrebbero diventare sei: «Per fare sette classi - spiega Francesco - dovrebbero esserci 154 studenti. Invece sono 149, così, per una manciata di ragazzi in meno, si creeranno classi di oltre trenta alunni. Del resto, se l'obiettivo sono 273 esuberi di professori in Toscana, cosa ci si potevamo aspettare. Io sono un moderato, ma quando le cose non vanno bene lo devo dire». M.Q.
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