Gioco
Le Fonti di Tobbiana da un secolo paradiso delle schiacciatine
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Cosetta Biancalani mostra le foto dei cinque avi che hanno gestito lesercizio dalla sua fondazione A destra alcune specialità del locale 3 MINUTI DI LETTURA
MONTALE. Fornai da cinque generazioni. Pizzaioli da quarant'anni. La pizzeria Le Fonti di Tobbiana rappresenta un pezzo di storia del nostro territorio. Risale a oltre un secolo fa la nascita del forno di Tobbiana che, di generazione in generazione e di padri in figli, è arrivato fino ad oggi. «La pizzeria Le Fonti - spiega la titolare Cosetta Biancalani - esiste dal 1985, ma nasce da una lunga tradizione di fornai». Infatti ancora oggi, davanti alla pizzeria di via Vannucci a Tobbiana resiste l'antico forno che continua a sfornare quotidianamente pane e schiacciate per tutto il paese. È l'unico forno di Tobbiana. «A fondarlo - spiega Cosetta - è stato il mio trisnonno Pietro. Poi il forno passò nelle mani del figlio, cioè il mio bisnonno, che si chiamava Quinto. In realtà in paese tutti lo chiamavano con il soprannome di "Tascone" e questo nome è rimasto ancora oggi: per riferirsi al mio forno a Tobbiana si dice ancora di "andare da Tascone". Questo strano soprannome penso derivi dal fatto che mio nonno era un uomo forte, imponente e teneva sempre i soldi in tasca arrotolati nella carta di giornale». Dopo la morte di Tascone, nel 1956, l'attività passò alla figlia Artemisia. «Era mia nonna e con lei mi ricordo un sacco di aneddoti spassosi: quando avevo 14 e lei era già anziana, andavamo insieme a consegnare il pane nelle case del paese: andavamo in macchina e guidavo io! Ovviamente non avevo ancora la patente, ma lei si fidava. Sarò stata forse incosciente, ma non ho fatto mai un incidente». Dopo la nonna Artemisia il locale è passato al figlio, Dino, il padre di Cosetta. Adesso, giunti alla quinta generazione, l'attività potrebbe passare alla sesta: «Non so se i miei figli vorranno continuare l'attività - spiega Cosetta - una fa l'impiegata, ha famiglia e non credo ne voglia sapere del forno e della pizzeria, un'altra, invece, mi dà una mano in sala, il terzo ha continuato la tradizione di famiglia, ma per conto suo: ha aperto il ristorante I Colli, sempre in paese. Comunque finché potrò, continuerò sempre a fare questo lavoro: l'ho fatto fin da quando ero piccina e mi piace troppo! Mio marito, sposandomi, ha dovuto diventare fornaio anche lui. Ora è una vita che lavora, ma io non voglio chiudere. Tutti i miei nonni sono morti lavorando: mia nonna Artemisia è morta a 94 anni: la mattina fece i lavori di casa, governò i polli come sempre e poi a mezzogiorno morì. Noi siamo fatti così». Dopo quintali e quintali di pane sfornati in un secolo di attività, 40 anni fa, la famiglia Biancalani inizia a fare la pizza e nel 1985, davanti al forno, apre l'attuale pizzeria: «Noi siamo specializzati nelle schiacciatine - spiega Cosetta -. Ne facciamo di tutti i tipi: coi ciccioli, lardo di Colonnata, zucchine e gamberetti, patate e wurstel, salsiccia e stracchino, la Caprese con pomodoro, mozzarella e prosciutto crudo: di tutto un po'. Poi prepariamo anche le classiche». La pizzeria Le Fonti, che si chiama così per la sua vicinanza a un'antica fontana del paese, non prepara piatti di cucina, ma è solo ed esclusivamente pizzeria. All'interno ci sono una cinquantina di posti, all'esterno un'altra. Dalle 19.30 alle 20 si fa anche pizza da asporto. M.Q.
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